Altamente sensibili e Ipersensibili: sono la stessa cosa?





Questi due termini sono molto simili e spesso vengono intesi allo stesso modo, essere altamente sensibili (PAS) ed essere ipersensibili (HSP) sono due cose diverse o uguali? Diverse sono le scuole di pensiero, anche se quasi tutti tendono a vedere questi due aspetti in modo simile e propabilmente è così. 
Dato che mi piace approfondire, ho trovato questo articolo, forse l'unico, ripreso da "La mente è meravigliosa", dove spiega, invece, la differenza che esiste tra queste due aspetti o caratteristiche. Poi vedremo la scuola di pensiero che vede questi due aspetti simili.

Mi piacerebbe che ognuno di voi, poi, riflettesse su questo aspetto e ne traesse le proprie conclusioni.

Secondo questo articolo viene spiegato che...
  • L’ipersensibilità corrisponde alla fragilità emotiva, alla delicatezza dei sentimenti;
 
  • L’alta sensibilità è una predisposizione biologica che permette di identificare alcune sensazioni con maggiore facilità.


Un esempio di persona ipersensibile è quel collega di lavoro che una volta ha mal interpretato un vostro gesto e, oltre ad essersi arrabbiato ed essere scoppiato in una scenata, si è persino lamentato con il capo. Al contrario, una persona altamente sensibile, quando accade qualcosa di negativo, di solito si preoccupa di più per la reazione dell’altra persona.

Biologia Vs Emozioni

Come dicevamo poco fa, l’alta sensibilità è una predisposizione biologica. Questo significa che, in realtà, ha poco a che fare con le emozioni.
Come accade per altri fattori biologici, l’alta sensibilità è molto complessa e non dipende solo dall’ambiente in cui cresciamo. Possiamo essere altamente sensibili, ma non essere ipersensibili. Nel primo caso, spesso è molto difficile che qualcuno riesca a ferire i nostri sentimenti, se godiamo di buone abilità emotive.

L’idea che le persone altamente sensibili siano in grado di percepire lo stato d’animo degli altri, inoltre, è vera. Questo può aiutarle a fare del male agli altri, se lo vogliono, ma ciò non ha niente a che vedere con il fatto che sia facile o difficile manipolarle emotivamente o fare loro del male. Se hanno sviluppato abilità emotive positive, possono essere persone di grande aiuto per i loro amici e familiari.
Una persona ipersensibile, al contrario, di solito lo diventa per colpa di certe esperienze o insegnamenti. Se non ha ottenuto un sostegno emotivo in grado di renderla una persona forte e non possiede le abilità necessarie per affrontare il mondo esterno, verrà sempre influenzata dall’opinione che crede gli altri abbiano di lei.

Purtroppo spesso le persone ipersensibili essendo anche vulnerabili, specialmente se vivono in un ambiente di persone autoritarie, tendenti al controllo e/o giudizio, che non li comprende, o ambienti familiari disfunzionali (oppure chi ha vissuti traumi importanti), possono nel tempo sviluppare malesseri psicologici, come depressione, ansia, disturbi di umore, disturbi ossessivi, disturbi evitanti di personalità.

Caratteristiche

Visto che può essere complicato distinguere le persone ipersensibili da quelle altamente sensibili, ecco alcune delle loro caratteristiche principali.

Le persone ipersensibili:
  • Sono insicure, perché non sanno distinguere correttamente quando qualcuno le sta attaccando e quando invece sta solo facendo un commento, senza la volontà di aggredirle.
  • Molto spesso non sono in grado di gestire le loro emozioni. Questo le porta a reprimere quello che provano, fino al momento in cui non ne possono più e scoppiano.
  • Possono utilizzare strategie negative, come il ricatto emotivo e l’aggressività verbale, il tutto allo scopo di sentirsi superiori.

  • Sono persone molto suscettibili rispetto a ciò che gli altri fanno o dicono.
  • Hanno vissuto esperienze negative durante l’infanzia e l’adolescenza, e non le hanno superate. Queste esperienze potrebbero andare dal divorzio dei genitori all’iperprotezione, dal bullismo alla violenza domestica.
Le persone altamente sensibili:
  • Hanno una grande capacità di empatia. Anche se questa sembra una caratteristica positiva, può creare loro molta confusione nel caso in cui non abbiano avuto una buona educazione emotiva.
  • Possono allontanarsi emotivamente da chi le circonda. Questo accade soprattutto quando non hanno imparato a non farsi coinvolgere troppo. Tutte le emozioni che provano, quindi, le fanno sentire confuse e annebbiate.
  • Sono molto intuitive con tutto ciò che le circonda. Dalle persone fino agli animali o agli apparecchi, sono in grado di capire tutto molto facilmente.
  • Preferiscono le attività solitarie, perché si concentrano meglio sui loro obiettivi. Quando lavorano in gruppo, inoltre, possono sentirsi più stressate se non hanno imparato a gestire la loro alta sensibilità.
  • Sono grandi osservatori. Se avete amici altamente sensibili, di certo saranno i primi a notare ogni cambiamento. Che si tratti della vostra camera, del vostro stato d’animo o del vostro aspetto, una persona altamente sensibile vedrà subito quel cambiamento.

Che cos’hanno in comune?

Una cosa che hanno in comune le persone ipersensibili e quelle altamente sensibili è che possono imparare a essere più forti. Ricordate che, anche se non possiamo cambiare la nostra genetica, possiamo apprendere abilità che ci rendano persone migliori.
Anche se le persone ipersensibili fanno fatica a distinguere certe emozioni o intenzioni, hanno una grande capacità per comprendere stimoli che altre persone non notano nemmeno. La nostra educazione emotiva, infatti, deve sempre essere quella più adatta alla nostra persona.

Un metodo che funziona sempre, per esempio, è semplicemente parlare con le persone che hanno intorno. Sia che si tratti di una persona ipersensibile sia di una altamente sensibile, il dialogo può aiutarle a capire meglio gli altri. Se questo metodo non funziona, la terapia psicologica può essere un’altra soluzione. Grazie ai consigli dello psicologo, infatti, si possono imparare comportamenti vitali per convivere con le persone che ci circondano.
 
Vediamo adesso un'altra scuoladi pensiero che ritiene che l'ipersensibilità o alta sensibilità, siano la stessa cosa, anche se scorrendo l'articolo si capisce subito che sembrano, questi due caratteristiche, ancora molto stimili


Nel 1986 la psicologa americana Elaine Aron, psicoterapeuta e docente universitaria laureata presso l’università di Berkeley, scoprì la “Highly Sensitive Person” (HSP). Poco dopo comparirono varie pubblicazioni sia in America che in Europa sull’ipersensibilità e, seppure sia un argomento poco trattato in Italia, vari libri.
È impossibile dare una definizione precisa della persona altamente sensibile, che d’ora in poi chiameremo HSP, in quanto circa il 15% delle persone sia altamente sensibile e l’ipersensibilità sia solo una parte del carattere di queste persone. In pratica, le HSP sono più sensibili a stimoli sia esterni che interni di altri.


Altamente sensibile: disturbo o caratteristica?
L’ipersensibilità che porta ad essere una persona altamente sensibile (HSP) non è certamente un disturbo, ma una parte del nostro carattere. Ovviamente, quando qualcuno si sente incompreso, il proprio carattere viene vissuto come un disturbo o visto come qualcosa che ci è d’intralcio, quando ciò non dovrebbe essere così. Ognuno dovrebbe imparare a convivere con il proprio carattere, ad evidenziarne i pregi e comprenderne i difetti.

Vivere al contrario
Le HSP vengono così stimolate dall’esterno che le loro attenzioni vengono automaticamente portate all’infuori, fino a farsi influenzare in modo anche eccessivo: Non è strano quindi che provino le emozioni altrui (sono particolarmente empatiche) e tendano a dimenticarsi delle proprie esigenze. Questa è una parte dell’ipersensibilità con cui delle volte può essere difficile convivere, soprattutto quando l’empatia non viene condivisa dall’esterno. Le HSP in genere sono degli amici preziosi, affatto invidiosi perché influenzati dalle emozioni altrui: Se le persone vicine sono felici, le HSP sono felici per e con loro, ma se accade qualcosa di negativo all’esterno, le HSP fanno molta fatica a tenersi su.
Principali caratteristiche delle persone altamente sensibili
  • Le HSP (“highly sensitive people”) assorbono molte cose e segnali di cui gli altri difficilmente si accorgono. Per questa ragione si sentono facilmente stimolati, sia positivamente che negativamente. In genere tendono a pensare che sia così anche per gli altri, anche quando non è il caso.
  • La maggior parte delle HSP è particolarmente fantasiosa e creativa e ha un forte intuito.
  • Una delle caratteristiche più di spicco delle HSP è la tendenza a voler aiutare il prossimo e fare del bene.
  • Le prospettive che vedono gli HSP nei confronti delle persone secondo loro con bisogno di aiuto sono grandi e tante. Per questa ragione gli HSP possono sembrare impiccioni, visto che possono tendere a offrire il loro aiuto anche quando non è richiesto.
  • Le HSP si possono innamorare con molta facilità.
  • Le HSP ci mettono poco a cogliere i legami tramite la loro intuizione e vengono comprese poco per questa ragione.
  • Le HSP provano un forte interesse e legame con la spiritualità e religiosità.
  • Essere “highly sensitive”, ovvero altamente sensibile, non ha nulla a che fare con il paranormale; è parte di un carattere.
  • Le HSP sono molto sensibili per gli stimoli esterni e mostrano spesso sintomi fisici che possono essere scambiati con paura o ansia: tremare, battito cardiaco accelerato, arrossire.
  • Quando vengono controllate o giudicate, le persone HSP in genere non sono in grado di funzionare al 100%.
  • In genere le HSP non sono particolarmente ferrate nel nozionismo, ma sono spesso portate per lo studio e in particolare lo studio delle lingue.
  • Le HSP riconoscono la tendenza ad isolarsi.
  • Le HSP riconoscono facilmente se un ambiente sia amichevole o ostile e vengono facilmente influenzate da ciò.
  • Le HSP tendono ad avere una bassa autostima in conseguenza a rifiuti.
  • Le HSP hanno una fervida immaginazione e fantasia, ed immaginano e si promettono spesso di intraprendere, ma l’intraprendenza in genere non è il loro lato più forte e spesso si trovano chiusi nelle loro idee.
  • Spesso, le HSP portano gli occhiali, hanno problemi con la vista e/o sono ipersensibili alla luce.
  • Le HSP in genere appaiono timide, nonostante siano molto socievoli.
  • D’altro canto, le HSP sono molto attente agli sguardi altrui e si sentono facilmente giudicate.
  • Le HSP sono brave a motivare ed ispirare gli altri. Spesso sono visionari e vedono cose che sono ancora agli inizi. Per questa ragione possono essere poco compresi ed isolarsi.
  • Le HSP tendono a vedere ciò di cui il loro ambiente o gli altri hanno bisogno. Questo può portare ad essere frustrati in caso gli altri non lo vedano o la loro visione di realtà si distanzi troppo da quella altrui.
  • L’alta sensibilità non prevale in un genere ed è una caratteristica presente sin dall’infanzia.
  • Le HSP sono molto sensibili per dolori sia fisici che psichici propri ed altrui. Questo può portare ad ansia ed ipocondria.
  • Le HSP in genere sono perfezioniste: Quando decidono di fare qualcosa, la fanno bene. Non tollerano gli errori e sono particolarmente accurate.
  • Fattori esterni disturbanti, come ostilità, un ambiente caotico o cose non dette riescono a buttare giù le HSP.
  • Le HSP spesso soffrono di stress e dei sintomi legati all’ansia: Problemi digestivi, gastriti, fascicolazioni, stanchezza e manifestazioni nervose.
  • La maggior parte delle persone che soffre di disturbi alimentari è un’HSP.
  • Le HSP possono avere la sensazione di “svuotarsi” stando a contatto con gli altri.
  • Le HSP hanno un desiderio maggiore del normale di essere accettate.
  • Le HSP hanno difficoltà nel stabilire i propri limiti, e per questa ragione colgono stimoli anche molto lontani a loro sentendoli come propri.
  • Stimoli esterni come luci, rumori, un ambiente affollato, disordinato, odori etc. possono portare a vera e propria stanchezza fisica.
  • Le HSP sono ottimi ascoltatori in quanto sono ascoltatori del linguaggio non verbale molto attenti e percepiscono cambiamenti di voce con estrema facilità.
  • Gli altri si trovano particolarmente a proprio agio a raccontare i propri problemi alle HSP, che in genere nel proprio gruppo di amici hanno il ruolo di ascoltatore, aiuto o risolvi-problemi.
  • Le HSP sono spesso molto sensibili agli stimolanti come la caffeina.
  • Quando hanno un fine in mente, le HSP si danno al 120% e fanno di tutto per raggiungerlo.
  • Le HSP sono preziose fonti di idee e piani. Quando nell’ambiente lavorativo ci sono dei ruoli prestabiliti, le loro prestazioni sono nettamente inferiori perché si perde la libertà e tendono a voler fare tutto troppo bene, troppo precisamente, troppo velocemente.
  • Le HSP tendono a mettere se stessi all’ultimo posto.
  • Le HSP tendono a procrastinare ed avere una vera e propria avversione per ciò che si “deve” fare, che li mette in agitazione.
  • Gli avvenimenti sfortunati o non calcolati possono disorientare molto le HSP.
  • Spesso le HSP non si rendono conto di quali siano i propri sentimenti e quali quelli altrui.
  • Le HSP provano un’avversione particolarmente accentuata nei confronti dell’ingiustizia.
  • Circa il 30% delle HSP è estroverso, ma facilmente sopraffatto.
  • Le HSP possono essere sia ricercatori di quiete che ricercatori di sensazioni forti.
  • Le HSP si sentono molto legate al mondo naturale.
  • Calma, ordine e regolarità sono pilastri molto importanti per l’equilibrio delle persone in generale e più in particolare delle HSP.
  • Le HSP sono molto consapevoli delle proprie azioni, dei propri pensieri e delle proprie sensazioni, per cui spesso si alienano o stancano facilmente.



Può spiegare ai nostri lettori che cos’ è, in breve, magari quali sono i tratti, dell’ipersensibilità?
L’ipersensibilità, o meglio detta ALTA SENSIBILITÀ (High Sensitivity) è un tratto di personalità dimostrato dalla fine degli anni ’90 dalla dott.ssa Aron in California e approfondito in ambito genetico, neuroscientifico ed evoluzionistico, e rappresenta una variabilità nei meccanismi di sopravvivenza in ogni specie animale. Ha una componente ereditaria e si manifesta sin da bambini. Le Persone Altamente Sensibili sono caratterizzate da una maggiore profondità di elaborazione degli stimoli esterni e interni, e costituiscono il 20% della popolazione, nella medesima proporzione uomini e donne.

Che consigli darebbe, eventualmente, su come gestire/migliorare questo surmanage di stimoli sensoriali? Magari a chi ha scoperto da poco la propria ipersensibilità?

Vivere da Altamente Sensibile significa vivere in modo particolarmente profondo, emotivo ed empatico tutto ciò che ci accade e avere bisogno di strategie per non sentirsi schiacciati. Queste strategie riguardano ad esempio il rispettare di più i propri limiti, dire più spesso “no” alle richieste, alle aspettative, alle situazioni che sappiamo ci metteranno sotto stress. Riguardano in generale il riconoscere e rispettare di più i nostri bisogni, essere più autentici e diretti nella comunicazione, prendersi la responsabilità dei cambiamenti di cui abbiamo bisogno per alleggerirci, piuttosto che lamentarsi di come ci “trattano” gli altri o di cose che ci sentiamo “costretti” a sopportare.

Lei è psicoterapeuta a indirizzo sistemico da diversi anni e conosce questo tratto da 5 anni, secondo la sua esperienza, quali consigli darebbe alle neo-mamme e in genere ai genitori che notano una o più di queste caratteristiche nei loro figli?

Sono in effetti una terapeuta ad indirizzo Biosistemico, ovvero un approccio integrato che considera corpo, mente, relazioni, gruppi, società come parte di un unico bio-sistema, e nella mia esperienza ad oggi in particolare con le famiglie di bambini altamente sensibili posso dire di aver imparato molto grazie a loro, tanto da averci scritto un libro “Il tesoro dei bambini sensibili”. L’educazione è la base dei più grossi cambiamenti sociali, e confido profondamente nella diffusione di questa conoscenza proprio soprattutto rispetto ai contesti educativi. Ogni famiglia poi è diversa, ogni bambino è diverso, e le strategie saranno da valutare caso per caso, ma in generale il più importante suggerimento è: informatevi, leggete, consultate un professionista informato, per riuscire a comprendere meglio il loro funzionamento e alla fine a capire che i vostri bambini vanno semplicemente accettati come sono, valorizzati nelle loro parti sensibili (sia le femmine che i maschi), e protetti dalle aspettative imposte dagli “standard” sociali, riguardo la performance, il giudizio, la competizione, che purtroppo con la sensibilità hanno poco a che fare.

Da quanto mi risulta dai suoi video sul canale – come l’intervista “Torino spiritualità” in “Il posto delle parole” che ho seguito con molto interesse – mi sembra che Lei abbia molto a cuore la divulgazione di questa “nuova” scoperta, cosa la spinge a ciò?
Questa è sicuramente la mia domanda preferita. Ho estremamente a cuore questa divulgazione e posso letteralmente dire di aver dedicato gli ultimi 5 anni della mia vita, professionale e personale, a questo, e di volerlo continuare a fare finché mi sarà possibile. Perché io stessa sono una Persona Altamente Sensibile (PAS) e quando 5 anni fa lessi il primo libro di Rolf Sellin sull’argomento questa nuova consapevolezza cambiò profondamente ogni dettaglio della mia vita, del mio rapporto con me stessa e con gli altri. Il sollievo esistenziale che ho provato, e che rivedo in ogni persona che incontro o che mi contatta perché viene a conoscenza di questa caratteristica, è qualcosa di eccezionale e prezioso. E visto che in Italia allora non esisteva quasi niente su questo argomento, era ancora sconosciuto quasi completamente, decisi di contattare direttamente la dott.ssa Aron per essere formata da lei. E così, dopo tanti anni di studi, due in California e uno in Inghilterra, questa primavera sono diventata sua referente scientifica ufficiale in Italia come Advanced Training HSP Consultant, e continuerò a viaggi fare tutto il possibile per aiutarla a divulgare le sue ricerche.

Le sembra possibile oggi o un domani una convivenza pacifica fra normopensanti e iperefficienti se mi passa queste definizioni anche nel nostro Paese?
Questa invece è una domanda trabocchetto, se mi passa il termine.
L’approccio che io ho scelto rispetto a questo tratto, in linea con quello della dott.ssa Aron, è di non considerare affatto l’alta sensibilità come un super potere o qualcosa che ci rende superiori o inferiori in qualche modo agli altri. È una delle tantissime caratteristiche che si possono ereditare, e la sua integrazione dipende molto anche dall’educazione, dalla storia familiare e culturale. Non esiste un altamente sensibile uguale a un altro, e in generale non esiste un essere umano uguale a un altro. Quindi direi che il problema si possa intendere in senso più allargato, ovvero cosa possiamo fare per rendere possibile la convivenza delle diversità in generale, il diritto ad esistere con le proprie caratteristiche senza per forza adeguarsi agli standard culturali (ad esempio scolastici) su cosa significhi essere un “uomo”, essere “una donna”, essere “performanti” “competitivi” “veloci” “conformi”. Integrare una maggiore sensibilità nelle nostre vite quotidiane non è appannaggio delle PAS, ma della società intera. Allenarci tutti ad essere più aperti, più comunicativi, più empatici, più autentici, più accoglienti, più “umani”


E adesso tocca a voi.... Cosa ne pensate a riguardo? Mi piacerebbe tanto sapere la vostra opinione....

La vostra dottoressa del cuore

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