Universo maschile: le sofferenze dell'uomo tra dipendenza e amore malsano. Parliamone!



Anche gli uomini amano troppo, come diceva la Norwood per le donne e quindi, MALE!

Si parla spesso di donne che amano troppo e del conseguente legame tra mondo femminile e dipendenza affettiva. Ma l’amore dipendente non è solo un problema al femminile bensì  riguarda anche moltissimi uomini. Quello che cambia è che spesso l’uomo è più reticente a parlarne e a esprimere il suo disagio (spesso a causa di pregiudizi culturali che lo vogliono sempre forte ed autosufficiente).
La dipendenza affettiva non ha sesso, riguarda la persona e il suo vissuto emotivo.  

Oggi ci occuperemo di "uomini che amano troppo e della loro dipendenza in amore".
Ci sono diverse possibili origini alla base della dipendenza affettiva al maschile. Spesso alla base troviamo un difficile rapporto con la propria madre. Sia un’eccessiva protezione che un rifiuto da parte della figura materna possono essere all’origine della personalità dipendente.

Vediamo perché:
Iperprotezione materna: L’iperprotezione materna porta inevitabilmente i figli a dipendere prima dalla figura genitoriale, poi nel futuro da altre figure femminili. Questi soggetti non sono stati abituati ad autogestirsi e vivono come privilegio l’essere accuditi perché così sono stati cresciuti. Riversando pertanto queste aspettative sulla compagna spesso finiscono per esasperare con  le loro richieste di accudimento le donne che sono loro accanto. Alcune di queste arrivano a livelli di insofferenza tali da volersene separare.
Il rifiuto: esistono uomini che sono stati “rifiutati” e trascurati dalla figura materna per diversi motivi, e questo, ancora una volta, li condanna a ripiegare le loro frustrazioni e il loro senso di abbandono sulle compagne di vita.
Come reagiscono gli uomini di fronte a questa problematica? C’è da dire che generalmente gli uomini dipendenti reagiscono al loro male diversamente rispetto alle donne. Sono meno portati rispetto alle donne all’introspezione e cercano di proteggersi e alleviare il loro dolore “concentrandosi” più su fattori esterni che interni: ad esempio, si appassionano al lavoro o allo sport.
Per questo motivo, la dipendenza maschile è più “mascherata” rispetto a quella femminile. L’influenza culturale porta inoltre l’uomo a controllare le emozioni e gli affetti per la necessità di apparire forte e padrone di sé.
Spesso la dipendenza affettiva maschile  si nasconde dietro  specifici copioni relazionali: alcuni, per nasconderla  cercano di dominare gli altri ed entrano in rapporto con donne manifestamente dipendenti. 

Ecco allora che si  instaurano dei rapporti complementari che possono rimanere in equilibrio anche per anni, fino a che la donna accetta di ricoprire il ruolo di essere subordinata e bisognosa.
Ci sono poi uomini che mascherano la loro dipendenza sviluppando una fobia dei legami, ovvero non possono fare a meno di stare in relazione con una donna, ma non sanno stare sempre con la stessa partner se non per un breve periodo, al di là del quale rivendica monotonamente il suo bisogno di libertà. All’inizio credono nella relazione, ma quando il legame affettivo con la partner viene percepito come un vincolo che potrebbe diventare irreversibile scatta la fobia. Questa sembra “anestetizzi” e di conseguenza, celi la dipendenza.
Ci sono poi quelli che celano la propria dipendenza con l’anaffettività. Non sono calorosi, affettuosi con la partner. Il sintomo della dipendenza potrebbe essere il bisogno continuo di far l’amore che non viene gradito dalla compagna perché esasperato e mancante di affettività.

Così come per le donne, seppure il problema sia più mascherato, anche per gli uomini è possibile guarire dalla dipendenza attraverso un percorso terapeutico che si basi sulla presa di coscienza del problema, sulla volontà di cambiare e acquisire nuove  e più sane modalità relazionali.


Tra le cause della dipendenza maschile, si nasconde spesso il rapporto con la propria madre. Rapporto basato sull'eccessivo amore e protezione della figura materna nei confronti del figlio?? A volte si

Sicuramente nella cultura italiana parecchi figli maschi sono curati, iperprotetti e idolatrati dalla madre. L'iperprotezione materna porta inevitabilmente i figli a dipendere prima da loro, poi da altre figure femminili: soprattutto, ma non solo, per quanto riguarda il trascorrere della vita quotidiana che va dalla capacità di accudire se stessi, la casa, i figli, la partner. 
Questi soggetti vivendo come privilegio l'essere accuditi perché così sono stati cresciuti dalle proprie madri, sempre più spesso esasperano le loro compagne, in particolar modo quelle che lavorano. Alcune di queste arrivano a livelli di insofferenza tali da volersene separare. 

D'altro canto esistono uomini che sono stati `rifiutati` e trascurati dalla figura materna per diversi motivi, e questo, ancora una volta, li condanna a ripiegare le loro frustrazioni e il loro senso di abbandono sulle compagne di vita.

Gli uomini cresciuti da madri iperprotettive o carenti, non riescono a prendere delle decisioni senza avere il benestare della figura materna, hanno una scarsa autostima, sono abituati ad essere svalutati e per questo non si sentono legittimati a prendere da soli le scelte per la propria vita.
Essere stati svalutati, non equivale solo ad aver avuto una madre carente, ma anche ad aver avuto una madre troppo efficiente, che ha sempre soddisfatto ogni minima esigenza del figlio anche prima che questa si presentasse. Questo, sia nei neonati che negli adulti porta ad un enorme senso di frustrazione e alla convinzione di non essere capaci ad `autosostenersi`, per questo motivo devono sempre essere `accuditi` da qualcun altro.

Lo stesso Freud, ai suoi tempi, affermò che il legame tra madre e figlio è qualcosa di talmente forte che inevitabilmente verrà preso in esempio come prototipo di tutte le altre relazioni d'amore.Basti pensare a quante volte le discussioni in una coppia nascano dai tentativi della partner di `staccare` il compagno dall'influenza della madre.

Gli uomini dipendenti reagiscono al loro male diversamente rispetto alle donne. Cercano di proteggersi e alleviare le loro pene `concentrandosi` più su fattori esterni che interni: ad esempio, si appassionano al lavoro o allo sport. Accade pure che per allontanare dalla mente il dolore delle violenze, carenze o prevaricazioni subite in giovane età, sviluppino dei meccanismi di identificazione con l'attore di queste mancanze, riproponendo lo stesso comportamento con altri individui, o che sviluppino altri tipi di dipendenze.
L'influenza culturale porta l'uomo a controllare le emozioni e gli affetti per la necessità di apparire forte e padrone di sé, e per la struttura sociale che gli consente di far passare come privilegi i suoi bisogni di dipendenza.
Per nascondere la propria dipendenza l'uomo cerca di dominare l'altro ed entra in rapporto con donne manifestamente dipendenti e spesso manifestano tratti narcisistici - manipolatori, come le donne dipendenti affettivie

. Si instaurano dei rapporti complementari che possono rimanere in equilibrio anche per anni, fino a che la donna accetti di ricoprire il ruolo di essere debole, subordinata e bisognosa.
Ci sono poi uomini che mascherano la loro dipendenza sviluppando una fobia dei legami, ovvero non può fare a meno di stare in relazione con una donna, ma non può stare con la stessa donna che per un breve periodo, al di là del quale rivendica monotonamente il suo bisogno di libertà.
 
All'inizio crede in quel legame, ma quando il legame affettivo con la partner viene percepito come un vincolo che potrebbe diventare irreversibile scatta la fobia. Questa sembra `anestetizzi` e di conseguenza, celi la dipendenza.
Ci sono poi quelli che celano la propria dipendenza con l'anaffettività. Non sono calorosi, affettuosi con la partner.

Il sintomo della dipendenza potrebbe essere il bisogno continuo di far l'amore che non viene capito dalla compagna.
Uomini dipendenti arrivano, come le donne spesso, non hanno la minima consapevolezza della loro problematica. Così come per le donne, seppure il problema sia più mascherato, anche per gli uomini è possibile guarire dalla dipendenza attraverso un percorso terapeutico che si basi sulla presa di coscienza del problema, la volontà di cambiare e la costanza nell'impegno. Come la gran parte dei problemi che affliggono l'animo umano, per uscirne, basta volerlo e acquisire i mezzi giusti per farlo.

So solo che anche gli uomini soffrono e hanno problematiche di relazione affettive e spesso, soffrono in silenzio e in solitudine e noi donne sempre a puntare il dito!

Domandiamoci .... A cosa serve?

La vostra affezionata dottoressa del cuore!

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