Su quale base si sceglie un partner?




Su quale base si sceglie un partner? Come mai scegliamo o attiriamo, sempre la solita tipologia di partner?


Su come due persone si scelgano ci sono state diverse teorizzazioni, molte convergono sul presupposto che un individuo, per poter costruire un rapporto di coppia felice, dovrebbe aver avuto la possibilità di raggiungere una maturità emotiva, cioé dovrebbe aver potuto acquisire durante il suo sviluppo emotivo un senso di sicurezza e la possibilità di tollerare sentimenti ambivalenti che gli permettano di rapportarsi agli altri e a sé in modo equilibrato. Questo processo é possibile attraverso un buon rapporto con le figure di attaccamento dell’infanzia, che dovrebbero aver permesso, inoltre, il passaggio fondamentale dalla dipendenza all’autonomia.


John Bowlby, teorico dell’attaccamento, afferma che i bambini, durante il loro sviluppo, interiorizzano le esperienze vissute con i genitori, in particolare con la figura di riferimento principale (di solito la madre); le prime relazioni di attaccamento diventano, quindi, un modello per le relazioni adulte future che verranno stabilite al di fuori della famiglia di origine .

Gli stili di attaccamento infantile individuati da John Bowlby possono essere delineati sinteticamente come segue:

l’attaccamento sicuro: caratterizzato dalla possibilità di sperimentare l’altro con fiducia e vicinanza affettiva.

l’attaccamento evitante: caratterizzato dalla minimizzazione dei propri bisogni affettivi . L’esplorazione e l’autonomia sostituiscono il bisogno di vicinanza

l’attaccamento ansioso-ambivalente: caratterizzato da un bisogno costante di mantenere la prossimità con la figura di attaccamento, vissuta come imprevedibile ed incerta. 

L’esplorazione diventa secondaria e l’individuo rimane in una condizione di dipendenza a causa della difficoltà di tollerare separazioni prolungate.

Pertanto, le relazioni di attaccamento della prima infanzia influenzano i rapporti d’amore tra gli adulti e la scelta del partner



Generalmente, quindi, si ha la tendenza a ricercare partner che replichino gli stili relazionali interiorizzati nell’infanzia.


Nello specifico, esistono 4 stili relazionali che si sviluppano nei rapporti con il partner:


Lo stile di attaccamento sicuro. “L’amore sicuro”

Esso è tipico di persone con una buona considerazione di sé, capaci di intimità, autonomia e conforto nelle proprie relazioni sociali.
Le persone con questo legame di attaccamento tendono ad avere una relazione lunga, stabile e soddisfacente, caratterizzata da un alto investimento affettivo.
Questa modalità relazionale si forma quando la madre risponde in modo adeguato ai segnali e ai bisogni del bambino, regolandone gli stati emotivi angoscianti. La madre, cioè, è state in grado di fornire al piccolo una base sicura.


Gli individui con stile di attaccamento sicuro hanno relazioni di durata media maggiore rispetto alle persone con stile di attaccamento insicuro ed è significativamente migliore anche la qualità delle loro relazioni.


   
Lo stile di attaccamento "evitante". Esso è tipico di persone insofferenti rispetto alle relazioni troppo strette e alla possibilità di dipendenza.

Queste persone hanno avuto una madre che rifiutava e sminuiva le richieste di accudimento. Una madre assente che non rispondeva alle richieste di conforto e vicinanza.

Queste persone hanno un modello mentale del sé come di persona non degna di essere amata, che deve contare solo su di sé.
I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amato, percezione del distacco come “prevedibile”, tendenza all’evitamento della relazione per convinzione del rifiuto, apparente esclusiva fiducia in se stessi e nessuna richiesta di aiuto. Le emozioni predominanti sono tristezza e dolore.


Spesso avvertono il desiderio di conquista di un’autonomia e autosufficienza personale ed escludono il ricorso agli altri, considerati persone poco affidabili. Soggetti evitanti, tendono a scegliere partner ansiosi e vicerversa. Per i soggetti ansiosi, un partner evitante conferma il loro modello interno, essendo questo tipo di individuo restio all’intimità e alla vicinanza psicologica. Il modello del tipo evitante, nelle continue richieste di intimità e nella mancanza di fiducia da parte del partner ansioso, trova conferma alle sue aspettative.



Lo stile di attaccamento “ambivalente”. Esso è tipico di adulti preoccupati di non essere amati, incerti, ansiosi e desiderosi di fondersi con il partner. Queste persone hanno avuto madri non particolarmente rifiutanti, ma imprevedibili nelle risposte di accudimento. Di conseguenza, hanno sviluppato un’immagine di sé come persone degne di essere amate in maniera discontinua e a intermittenza. A volte si sentiranno amate, altre volte si sentiranno non volute.
I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amabile, incapacità di sopportare distacchi prolungati, ansia di abbandono, sfiducia nelle proprie capacità e fiducia nelle capacità degli altri.

Frasi tipiche di queste persone sono: “Io non valgo, sono inadeguato. Gli altri sono meglio di me. Non sono degno di meritare l’amore“.

Questi adulti sentono il bisogno di una relazione ma al contempo hanno difficoltà a entrare in intimità con il partner. La paura di essere abbandonati li porta ad essere fortemente dipendenti dal partner e, spesso, estremamente gelosi. Ed è in questo modello di attaccamento che crescono adulti che avranno molte probabilità di soffrire della sindrome da dipendenza affettiva.

Lo stile di attaccamento “disorganizzato”. Esso è tipico di persone che tentano di distruggere la relazione, ma poi tornano a cercarla perché ne sentono il bisogno. Sono persone che probabilmente nell’infanzia hanno subito abusi fisici, maltrattamenti, umiliazioni da parte della figura di attaccamento. Pensieri inconsci di queste persone: “Io non sono amabile, ma se vengo amato l’altro diventa distruttivo anche per me, quindi io cerco di distruggerlo”. Queste persone, a causa della loro relazione caotica e disorganizzata con le figure di attaccamento, vivono un profondo senso di confusione e incontrollabilità, e la loro visione degli eventi è spesso catastrofica. In amore, queste persone, spesso, sono incapaci di scegliere partners affidabili, correndo il rischio di farsi coinvolgere in relazioni distruttive, con persone violente e aggressive.


   
Quindi come avviene la scelta del partner?

Può avvenire per riparazione del modello di attaccamento primario, scegliendo persone che sono l’opposto della figura di attaccamento. Oppure può avvenire per ripetizione del modello di attaccamento primario, scegliendo partner che ricordano la figura di attaccamento.

Nel corso della vita si può modificare il legame di attaccamento? Modificare un modello di attaccamento è più difficile che strutturarlo, ma non impossibile. Può essere modificato nel corso dell’intera vita, grazie a una psicoterapia o grazie a una relazione con un partner buono, ma rimarranno sempre tracce del modello di attaccamento di base.

La psicoterapia con EMDR può favorire la rielaborazione dei traumi d’attaccamento dando una possibilità preziosa di correggere vissuti disfunzionali e orientando la persona ad una scelta serena , stabile e soprattutto soddisfacente, risolvendo definitivamente dolorose esperienze di relazioni basate su ansia protratta, separazioni intermittenti, aggressività, senso di solitudine e necessità di allontanarsi: tutti sentimenti legati allo stile di attaccamento e fonte di disfunzionalità e disagio ad alto costo emotivo e relazionale.









Mi auguro di avervi fatto chiarezza riguardo la modalità in cui si sceglie un partner e qual è, secondo molti autorevoli studiosi, la soluzione o terapia più indicata (EMDR) per risolvere e introdurre delle RELAZIONI CORRETTIVE nel paziente, durante durante un percoso terepeutico.

La vostra affezionata dottoressa del cuore!



 

 
 
 

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