Il circolo vizioso del narcisista maligno (manipolatore perverso)




Caratteristiche del narcisista maligno (manipolatore perverso)
È fondamentale ricordare che il narcisista manipolatore può essere sia un uomo che una donna, per convenzione in questo articolo si userà il genere maschile quando si parlerà di narcisista manipolatore ma giova sempre ricordare che è una modalità di comportamento e può essere rintracciata in entrambi i generi.

Il narcisista maligno è soffocante e denigrante a 360°
L’indizio che ci fa capire se abbiamo a che fare con un manipolatore perverso è la sensazione di soffocamento, la presenza costante di critiche, insinuazioni, sarcasmo che hanno come scopo finale quello di distruggere l’autostima dell’altro fino all’incapacità di vivere. I manipolatori godono dell’umiliazione altrui e non vorrà mai mettersi in discussione, non accettano alcuna critica. Preferiscono criticare e accusare piuttosto che confrontarsi in modo adulto e maturo con l’altro.
I manipolatori fanno finta di amare, ma non provano alcun sentimento anzi tendono a maltrattare: l’altro è solo lo specchio in cui si riflette.
Si tratta di persone altamente danneggiate, che a loro volta hanno subito traumi, maltrattamenti, abusi comportamentali ed emotivi verificatisi in tempi molto precoci e a causa di questo perpetuano il trauma traumatizzando a loro volta.


Il narcisista perverso è spesso insospettabile
È Capace di mostrarsi seducente e premuroso mentre dietro la maschera è subdolo e spietato. Schematizzando, si può dire che è colui che mette in atto una sistematica manipolazione all’interno della coppia (le statistiche dicono che ad attuarla è quasi sempre l’uomo nei confronti della donna), per modellare a suo piacere la personalità del partner, creandogli una dipendenza affettiva che pesa nella vita quotidiana, minandone l’autostima e conducendolo a poco a poco alla sudditanza, all’apatia, alla depressione.
 
Il narcisista è molto sicuro di sé all’apparenza
 è intelligente e primeggia nei più svariati ambiti della vita, principalmente professionale e relazionale. Un’altra caratteristica fondamentale è che tende a denigrare gli altri per mettere in risalto sé stesso.
Questo imporsi nelle relazioni spesso tende ad oscurare gli altri, mettendo sempre al primo posto le sue esigenze ed i suoi bisogni. Soprattutto in amore il rapporto che può derivarne è un rapporto difficile, di superiorità, dove la partner deve subire molto spesso le sue manie di grandezza e anche se cerca di fargli abbassare la cresta, la maggior parte delle volte non ci riuscirà. In queste situazioni spesso la donna viene letteralmente schiacciata dal suo ego e sarà lei stessa a mettersi in un angolo per accontentarlo in tutto e per tutto, quasi come si fa con i bambini. Quando la partner crederà di poterlo cambiare sarà soltanto un’illusione.

Il narcisista perverso vive mentendo.
Mente agli altri e spesso anche a sé stesso.
A volte sa di farlo, altre volte neanche se ne rende conto.
Mente agli altri per ottenere ciò che vuole.
In altri termini manipola…
È talmente un campione nel manipolare che lo fa anche con sé stesso se serve.
Si racconta delle storie per rendere la realtà migliore.
Oppure inventa realtà per gli altri talmente credibili che poi l’orizzonte si confonde.
In altri casi i personaggi che interpreta sono così reali che sembrano ologrammi di sé stesso.
Quei personaggi vivono in lui, e ad un certo punto se ne impossessano.
Li ha fatti andare in scena così tante volte che ora sono maschere quasi indipendenti da lui.


Il narcisista perverso usa i sentimenti e le emozioni altrui per ottenere ciò che vuole.
Sa perfettamente che se provi per lui tenerezza allora verrà trattato in un certo modo.
Magari tu lo perdonerai per qualche sua dimenticanza o gesto sgarbato.
Poverino! Con tutto quello che ha patito.
Ma lui è doppiamente felice.
Da un lato ha ottenuto esattamente ciò che voleva, dall’altro ha anche un ulteriore premio.
Da chiunque ti aspetteresti di ricevere un gesto affettuoso.
Non da lui però. Manca di empatia e i suoi bisogni vengono prima dei tuoi.
Per lui è tutto dovuto.


Non capisce che bisogna anche ricambiare per alimentare un sentimento.
Lui è così speciale che va sempre capito, sempre amato, sempre accettato.
Da te pretende oppure ottiene facendo il minimo.
Ma mentre dai tutta te stessa, lui ti accoltella alle spalle.
Diciamo che la coerenza e il rispetto sono valori che conosce poco.
Coerenza   verso gli altri chiaramente.
Per sé stesso avrà sempre una versione che rende il suo comportamento coerente.


La sottomissione è uno degli effetti collaterali di chi si relazione con il narcisista perverso
 bugie, manipolazioni, lusinghe, dipendenza affettiva sono tutti fattori a rischio di chi proverà a stare in una relazione amorosa di questo genere. Bisogna stare attentissimi.
Bisogna cercare di ribellarsi alle personalità narcisiste ed evitare che ci schiaccino completamente. Allora come fare? Chi si trova davanti a una persona di questo genere dovrà capire come rapportarsi a lui e come trattarlo; come prima cosa bisognerà far abbassare in qualche modo questo ego smisurato, solo così si inizierà a mettere in crisi il narcisista perverso, facendolo dubitare un po’ delle sue capacità e della sua personalità.
Dovrà cominciare a capire che non può avere sempre ragione lui, imponendosi sugli altri, non può pensare sempre a sé stesso a discapito di coloro che lo circondano. Non è sempre forte e gli altri sono deboli, anche lui può sbagliare quindi non bisognerà più accontentarlo e assecondare i suoi vizi, sarà necessario farlo vacillare un po’ e farlo mettere in discussione un po’ di più, con il confronto e il dialogo.

Chi sono le prede più appetibili per un Narcisista perverso?

Esistono persone che facilmente ne diventano prede. Si tratta principalmente di coloro che percepiscono le cose con occhiali diversi a seconda delle occasioni, che falsano la realtà al punto da non accorgersi che si è finiti nella tela del ragno. Stiamo parlando di dipendenza affettiva.
Il punto che hanno in comune è la fragilità narcisistica. Ma mentre l’uno
compensa questa frattura con un eccesso di narcisismo e una sopraffazione totale, l’altra (dipendente affettivo), dubita facilmente di sé, si lascia condizionare, perdona tutto.

Per autoriparazione uno dei due prende, e l’altra dà.
La vittima è inizialmente piena di vita, di interessi, desiderosa di dare ma poco sicura di sé: ha bisogno di conferme e si lascia coinvolgere velocemente nella relazione, aspettandosi molto. Viceversa, la persona perversa possiede un fiuto infallibile, sente la potenziale vulnerabilità dell’altro ma è molto difficile che all’inizio della conoscenza si lasci individuare, perché più un individuo è un perverso relazionale, più lo sa nascondere. Tuttavia, bisogna stare in guardia se con il nuovo partner ci si sente a disagio senza capire il perché, se le sue attenzioni sembrano eccessive, se ha degli sbalzi di umore sospetti, se parla poco di sé, se alterna momenti in cui è molto presente ad altri in cui è del tutto assente. In questi casi, bisogna agire con la massima prudenza, per non ritrovarsi presto così coinvolti nella relazione da non riuscire a spezzarne facilmente il meccanismo.
Le relazioni che instaurano queste persone non sono casuali, ma soddisfano il bisogno di avere a tutti i costi una relazione, quindi il luccicore delle false lusinghe mosse dall’altro funge da trappola che li induce ad intraprendere una nuova relazione. L’altro, persona forte e sicura di sé, tronfio del suo enorme ego, funziona da specchietto per le allodole.
La dipendente affettiva pensa al brillante futuro di protezione che potrebbe avere con questa persona, che a sua volta si ingaggia in una relazione affettiva con questa tipologia di soggetto solo perché ha bisogno di sottomettere qualcuno su cui esercitare la propria superiorità.
Sono dunque atteggiamenti e comportamenti che si incastrano perfettamente come la chiave alla serratura: ogni vittima esiste perché esiste un carnefice e viceversa. Quindi, il manipolatore sceglierà una compagna sottomessa e insicura nella quale saprà trovare a poco a poco la zona vulnerabile che consentirà l’instaurarsi di un rapporto di dipendenza. L’area di vulnerabilità funge da gancio di traino, più lo aggancio bene più sottometto l’altro, che a sua volta soffre e per paura di sganciarsi si lascia tirare sempre di più, spesse volte fino al punto di ricevere danni fisici.


Il ritorno del narcisista perverso/maligno
La relazione narcisistica è governata dal possesso e non dall'amore, per questo il narcisista ha bisogno di tornare dalla vittima mosso dalla necessità di riconfermare la propria influenza su di essa e assicurarsi che non gli sia sfuggita. Può farlo a distanza di giorni, di settimane, di mesi o di anni dalla fine della relazione, ma lo farà sempre e, quasi sempre, i suoi ritorni sconcerteranno l'ex partner e sortiranno un effetto paralizzante sulla vita affettiva della preda.
Il ritorno narcisistico scambiato per amore.  Chi dipende sentimentalmente da un narcisista patologico può, anche dopo lungo tempo dall'interruzione del legame, travisare il ritorno come un'azione meditata e romantica, come il segno del cambiamento sperato che si realizza e che prospetta un amore sereno a cui abbandonarsi dolcemente dopo tante, troppe pene. Purtroppo, il narcisista perverso non riserva nulla di simile e, anche se la "vittima" potrebbe saperlo, fa spesso in modo di accorgersene troppo tardi.


Come agisce, come si muove un narcisista maligno, in concreto…

Il ricatto affettivo e le minacce: l’affettività diventa una merce di scambio, il ricatto è sottile a volte impercettibile, ma alla lunga si ha l’impressione di essere imprigionati in una modalità di relazione che non dà libertà di scelta poiché ogni gesto viene valutato e misurato in funzione del tornaconto personale.
la colpevolizzazione: la causa dei propri problemi è sempre attribuita all’altro e se si trova rimedio si è sottoposti a minacce di vario tipo che confluiscono spesso nell’interruzione della relazione.
le bugie e le lusinghe: quando arrivano complimenti e apprezzamenti in quantità e limitati nel tempo molto probabilmente il vostro interlocutore vuole ottenere qualcosa da voi. È fondamentale ricordare la differenza tra affetto e gentilezza, il primo è un sentimento profondo la seconda invece è un comportamento che non coincide necessariamente con un sentimento genuino.
la denigrazione: è un processo continuo e minuzioso, mirato a denigrare il partner, a minarne l’autostima attraverso la restituzione di una immagine negativa di sé che con il tempo finirà per fare propria.
L’invadenza: consiste nel mettersi sempre al posto dell’altro e di intromettersi nelle sue scelte e decisioni senza prendere in considerazione il suo punto di vista.
le spalle al muro: è la tecnica che chiude il dialogo mettendo in evidenza le contraddizioni dei ragionamenti, manipolandoli in modo tale così da far passare l’altro come una persona incoerente e dalle idee poco chiare.
la dipendenza indotta: comprende sia la dipendenza affettiva che materiale, entrambe hanno come obiettivo di depotenziare e minare l’autonomia e l’indipendenza del partner mettendone in luce le debolezze e gli errori.

 

Riassumendo, quali sono gli elementi chiavi che caratterizzano una Narcisista maligno (manipolatore perverso)

  1. Reazioni amplificate rispetto a qualunque situazione che arreca fastidio fino a determinare comportamenti violenti.
  2. Appare amabile e educato in pubblico mentre nel privato mostra aggressività, violenza e svalutazione verbale e fisica.
  3. Le sue reazioni sono imprevedibili poiché’ non è possibile comprendere cosa e quando possa dare fastidio, per cui la sua presenza genera un continuo stato di allerta e di tensione in chi gli sta vicino.
  4. Non si assume la responsabilità e quando sbaglia attribuisce gli errori ad altri.
  5. Ha ben chiaro gli obiettivi che vuole raggiungere e le modalità con cui conseguirli.
  6. Il suo punto di vista è unico ed indiscutibile e pur di mantenerlo tale mette in discussione e non accetta le opinioni altrui anche se motivate.
  7. Ricorre al ricatto in modo diretto o indiretto.
  8. Non è chiari nell’esprimere le sue opinioni e si aspetta che gli altri le comprendano come se dovessero ricorrere alla lettura del suo pensiero. Cambia idea quando comprende che non è più utile per conseguire i suoi obiettivi.
  9. A seconda delle situazioni cambia opinioni e comportamenti in modo opportunistico.
  10. Non si mette in gioco e strumentalizza le persone per esprimere le sue idee.
  11. È molto volubile ma non accetta che lo siano anche gli altri.
  12. È permissivo con sé stesso ma rigido ed intollerante con le persone vicine rispetto alle quali non tollera gli errori poiché’ si aspetta che siano perfetti.
  13. È critico rispetto a tutto e tutte le persone mettendo in dubbio capacità e competenze altrui.
  14. È insicuro, preferisce frequentare sempre le stesse persone e gli stessi ambienti poiché’ allontanarsi da modelli e relazioni conosciute non gli consente di controllarle.
  15. Sminuisce e svaluta gli altri per compensare la sua insicurezza.
  16. Considera le persone ignoranti ed incompetenti per sottolineare la sua superiorità.
  17. Sfrutta le relazioni amicali, familiari e di coppia per il suo tornaconto personale.
  18. Non ascolta e dice bugie.
  19. Interpreta la realtà per ottenere un suo tornaconto.
  20. Controlla e limita la libertà di scelta delle persone con cui entra in contatto ed ha una relazione. 
  21. Si spaccia per vittima quando ha bisogno della compassione altrui.


In conclusione, quali sono i primi passi da compiere per uscire dalla morsa, prima di tutto interiore, da un perverso narcisista?

Prima di tutto parlare, confidarsi, cercare aiuto presso la famiglia, le amicizie, le associazioni. È fondamentale poi avere il sostegno di un professionista – psicologo e psicoanalista – per riuscire ad accettare di non essere quella che lui vorrebbe (consapevoli che tanto non sarà mai abbastanza!) e rinunciare alla speranza di aiutare l’altro a cambiare, vedendolo invece così com’è. Se si può, è importante avere un’occupazione esterna alla famiglia, anche per mantenere una propria indipendenza economica. Detto questo, con un perverso narcisista l’unica via di uscita è la fuga: proteggere beni personali e documenti, non esitare a denunciare i maltrattamenti e avvalersi dell’assistenza di un avvocato.

Mah….
Cercare giustizia è lecito, ma senza perdere controllo e lucidità: non solo per togliergli carburante, ma per non offrirgli la sensazione di tenerti in pugno, soggiogato/a dal punto di vista emozionale in una situazione dove lui può fare il bello e il cattivo tempo.
Vediamo ora la strategia della fuga: ne sono esempi il protestare talvolta volta si e talvolta no, o il rinunciare a qualcosa che ti interessa perché c’è lui.
Quando sai di poterlo incontrare in alcune situazioni, puoi evitare di crearle. Ma se inaspettatamente incappi in lui (pensa ad una festa tra amici), fuggire gli darà la soddisfazione di ‘tenerti ancora in pugnò.
Solo il “no contact”, ossia la non risposta o il blocco dei messaggi, e in generale l’eliminazione di ogni possibilità di aggancio, non è fuga ma un’azione deliberata per mettersi in salvo.
Non sempre fattibile, questa tattica è inapplicabile se il narcisista è un collega di lavoro, o addirittura il partner da cui non ci si può separare a causa dei figli o per motivi economici.
Nel caso di dipendenza affettiva, invece, il “no contact” non è affatto semplice da realizzare e richiede un grande lavoro su sé stessi.
Siamo quindi arrivati alla quarta alternativa: la soluzione dell’indifferenza e del cosiddetto ‘delicato distacco; l’agire andando per la propria strada.
Queste mosse spiazzano la persona narcisista, abituata a nutrirsi del carburante che deriva dalle tue emozioni: che siano rabbia o dipendenza, che siano il cercarlo o il non sapergli dire di no.
Se esse alimentano il suo senso di potere, l’indifferenza metterà in difficoltà chi ama stare al centro dell’attenzione ed avere il controllo.
È giusto mediare nella gestione dei figli, ma se desideri uscire con le amiche e lui non è d’accordo, non commettere l’errore di cercare la sua approvazione: non ti verrà data.

E non solo. Non ne hai bisogno per fare ciò che è tuo diritto.

Quindi agisci nonostante tutto.
Simile e funzionale, è la tecnica di non mostrare particolare vitalità, né positiva né negativa: un po’ di svogliatezza gli toglierà quell’alimento che lo sostiene e che prima o poi, andrà a cercarsi altrove.
 

 
Ho voluto parlare approfonditamente di questo fenomeno perchè è sempre più attuale e frequente, pertanto bisogna parlarne il più possibile. Il malessere è dilagante e questa, è un'altra forma di malessere psicologico.

La vostra affezionata dottoressa del cuore! 

Vi lascio un link sotto, un video che potrebbe aiutarvi ancor di più
clicca sotto:



 
 
 
 

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