Paura d'amare: le 5 caratteristiche chiave



Chi non ha paura di innamorarsi? Tutti, nella misura in cui sboccia l’amore e desideriamo costruire un progetto di vita assieme. Questo non significa, soffermarsi e proiettarsi nel “futuro” (si perderebbe di vista il “noi”), ma essere presenti nel “presente”, assaporando attivamente ogni singola istante della vita di coppia. Amando, naturalmente sorge la paura sana di perdere questo amore, di far svanire questo progetto sentimentale Ma qui stiamo parlando d’altro …

“L’amore è un sentimento piacevole, ma rischia di essere pieno di contraddizioni”.
Catullo “Odi et amo”, ti odio e ti amo.

La filofobia (o Philofobia), dal greco “philos” (amore) e “fobia” (fobia), definisce la fobia di alcuni individui di innamorarsi e intraprendere una relazione duratura, con i conseguenti e relativi impegni.

La filofobia è la paura anormale (difatti chiamasi fobia, non paura attenzione), ingiustificata, immotivante e persistente di innamorarsi o dell’ attaccamento emotivo.


Caratteristiche del filofobico

Premessa: Un partner affetto da filofobia può facilmente sembrare una persona dal comportamento confuso o interessata solo al sesso.

Il filofobico, non appena capisce che la relazione sta diventando più seria, comincia a diradare messaggi, risposte ed incontri… fino a scomparire. Se si prova a cercarlo, finirà con l’accusarvi di stalking o ossessione. Nessuna cattiveria: cerca semplicemente di proteggersi da quello che ritiene un problema e che gli causa non pochi effetti negativi, sia fisici (sudorazione profusa, crisi d’ansia ricorrenti, insonnia, dispnea), che mentali.

Vive in una costante sensazione di apatia e indifferenza, che gli fanno escludere qualsiasi forma di relazione amorosa, se non quella fugace e casuale. Appare freddo e talvolta insensibile, ma la realtà è che ha costruito delle spesse mura difensive a protezione e preservazione della sua interiorità.

È una persona a cui capita spesso di contraddirsi. Prima fa passi avanti nella relazione e poi torna indietro in modo confuso. Questo comportamento può essere effetto dell’incompetenza emotiva che rende difficile stabilire una scala delle priorità coerente, come può essere una strategia per prendere in giro il partner in un tira e molla senza fine. Il dubbio è lecito. È lo scenario che capita di notare nelle relazioni clandestine in cui si sentono promesse di lasciare il partner ufficiale senza arrivare mai a farlo davvero.

Tende a cercare ogni tipo di difetto nell’individuo che la attrae, tende a  cercare amori impossibili o a scegliere persone che già da prima sa che la abbandoneranno. Tutto ciò per giustificarsi con se stessa e dinanzi agli altri riguardo al fatto che, se non sta insieme a nessuno, è perché non trova la persona giusta.

Addirittura in alcuni, tale paura si manifesta in un vero e proprio rifiuto e indifferenza al fine di mettere in atto un meccanismo di difesa personale, anche se le circostanze non lo richiedono. Si tende dunque ad evitare l’altro, mostrandosi freddi. Nei casi più complessi, può manifestarsi un allontanamento o l’interruzione definitiva della relazione.


Cause
La paura d’amare è spesso dovuta ad esperienze di relazione, familiari o sentimentali, che sono finite in modo negativo, doloroso e con un’elevata sofferenza. Il filofobico spesso, riferendosi ai ricordi del passato, evita le relazioni come strategia per scongiurare l’imbarazzo e la vergogna di essere rifiutato da un potenziale amante. La persona filofobica, che è passata attraverso la rottura di un legame in modo brusco, rancoroso e doloroso (abbandono, separazione o divorzio) è convinta che lasciarsi andare ed innamorarsi nuovamente porterà solo altro dolore.

Amare significa perdere il controllo delle proprie emozioni e per alcune persone questo è terrificante poiché non riescono ad accettare il rischio che il proprio benessere ed equilibrio emotivo possa dipendere da un partner.

Queste persone affrontano una lotta emotiva interiore dovuta al fatto che se da un lato desiderano sperimentare l’amore, la vicinanza, l’intimità e l’attaccamento a qualcuno dall’altro non riescono a lasciar andare il controllo emotivo poiché farebbero i conti con un livello troppo profondo di angoscia. Si potrebbe dire quindi, che vi è un vero e proprio BLOCCO AFFETTIVO, dove la persona desidera, ma non può, non se la sente. Ha emozioni fortemente in contrasto tra di loro.


Come gestirla?

Nella filofobia il problema non è avere paura dell’amore, ma aver troppa paura dell’amore per le sue conseguenze. È quindi importante spostare l’attenzione dall’amore alle proprie emozioni. L’amore infatti, nonostante la paura, rimane desiderabile anche per chi soffre di filofobia. La contraddizione non è nelle emozioni, ma nelle regole che gli attribuiamo e che (come in questo caso) possono rivelarsi inefficaci nel descrivere la realtà.

Affrontare la filofobia significa attingere a piene mani alla complessità delle emozioni e iniziare a farne esperienza. A poco a poco, sarà possibile imparare ad affrontare le proprie emozioni, e conoscere meglio se stessi renderà l’amore meno terrificante. La psicoterapia è il contesto d’elezione per lavorare sulla competenza emotiva.

La filofobia è paragonabile ad un tunnel: appena si è dentro non si vede la luce ma questo non significa che essa non ci sia. La metafora sta ad indicare che la filofobia può avere zone d’ombra, ma anche di luce, quali speranze di risoluzione.
Si potrebbe lavorare sul sintomo, su un blocco emotivo che impedisce di innamorarsi e provare piacere a tutto ciò che ne rappresenta il contorno, sfera sessuale compresa. Un buon percorso terapeutico, come dicevo sopra, può aiutare a sciogliere i nodi causali, per una ricostruzione delle origini come nuova conoscenza e riflessione.

Scriveva Pavese “un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla”

Paradossalmente siamo circondati dall’amore in tutte le sue sfumature. Che sia una canzone, un libro, un film o una poesia, la parola amore viene celebrata spesso e ovunque. Eppure l’amore resta il grande mistero della vita dove la famosa scatola nera del cervello ne esce sconfitto per la difficile comprensione di fronte a questi casi.

Vi lascio due link, per chi volesse approfondire l'argomento:
Cliccate qui sotto


 

La vostra affezionata dottoressa del cuore!

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