Quando la coppia funziona: 10 consigli




L’amore ha bisogno di un “sano egoismo”. Sembra anacronistico ma è così. Un sentimento solo altruista non esiste: una relazione è prima di tutto un viaggio dentro di sé e solo così può diventare appagante per entrambi i partner. L’amore altruista non è un nobile ideale a cui aspirare, ma un illusione pericolosa.

Un sentimento solo altruista non esiste: una relazione è prima di tutto un viaggio dentro di sé e solo così può diventare appagante per entrambi i partner.


Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine
a nuovi mondi. Oggi so che QUESTO è LA VITA!”
Charlie Chaplin

Che cosa è  l’amore? Amore è libertà. Un libero arbitrio. Una libera scelta, per la quale siamo responsabili solo noi. Quindi amore non significa di sicuro limitazione. Tutti parlano di amore, di voler essere amati e di trovare una persona da amare. Ma se per prima limito me stessa ovviamente sono portata a limitare anche l’altro. Il sano egoista non è una persona cattiva! Diventa spesso tale però, per attribuzione di significato, dell’altro.

Amare egoisticamente non vuol dire essere indifferenti ai bisogni o agli interessi del partner, bensì essere centrati su se stessi, senza perdere il baricentro e continuare a dare tutto, troppo con la pretesa che l’altro ci restituisca tutto, nella stessa quantità e soprattutto, nella stessa modalità. Un equilibrio dinamico dove si alternano, in modo costruttivo, il dare e l’avere.

L’egoismo “sano” è una consapevolezza di sè. E’ educazione di noi stessi, apprendimento di chi siamo, di quali sono le emozioni che prevalgono in noi e come le possiamo gestire in maniera conscia. Quindi è una cosa positiva, con la quale dovrebbe partire la nostra educazione all’amore per poter imparare un passo successivo: la costruzione di un vero rapporto di coppia dove l’amore è il frutto di una scelta quotidiana. Dove l’amore è vissuto non come bisogno, ma come senso di appagamento di un piacere reciproco costante.

Per poter imparare ad amare davvero, dobbiamo imparare ad essere egoisti nella misura in cui la nostra felicità si ripercuote sull’altro in modo da far evolvere la coppia e noi stessi. Fino a quando non sappiamo che cosa significa sulla nostra pelle ricevere e ci concentriamo solo su cosa significa dare, curare e coccolare l’altro e non offrire nessuno spazio di gratificazione autentica a noi stessi, non potremo né dare né ricevere un amore sano.

Ricordatevi di farvi sempre questa domanda, di fronte a qualsiasi scelta, a qualsiasi affermazione, che dovete fare o prendere, in un determinato momento delle vostra vita affettiva:
“E’ la cosa più giusta da fare per me e il mio benessere in questo momento?  Anche se ho ragione, a quali conseguenze mi porta, mettere in atto questo comportamento, e questa decisione, per me e per la coppia?” 


Già farsi questa domanda, è indice di una svolta nella vostra modalità di amare in modo sano e costruttivo. Difficile? Sicuramente, ma non crediate che tutto quello che ci porta benessere, arrivi in modo gratuito, senza passare da allenamenti mentali e comportamentali che vi possono, in quel momento, far soffrire. 
Educate la vostra mente, il vostro cuore, la vostra anima, a fare sempre la cosa più sana per voi. A cascata, tutto questo si ripercuoterà in modo più che positivo sulla vostra relazione di coppia!

Di seguito ho stilato 10 comportamenti/atteggiamenti mentali che vi aiuteranno sicuramente a sviluppare un sano egoismo in amore e quindi, ad avere una relazione che avrà maggiormente successo di durare. Il tutto ovviamente, accompagnato da esercizi pratici.



Imparare a dire di No, stabilendo dei confini

Certi No, sono utili non solo per il proprio benessere ma anche per chi ci sta accanto. Paradossalmente, se ti rendi sempre disponibile finisci per mettere il tuo partner nella condizione di provare imbarazzo all'idea di comportarsi diversamente e dire no. In quel momento il nostro partner, potrà rimanerci un male, ma in futuro si sentirà libero di fare altrettanto con molta naturalezza . Anche perché, a forza di essere sempre predisposte alla presenza, ad accogliere tutti i suoi bisogni o richieste, si rischia di arrivare alla saturazione e non essere più disponibili, passando da un estremo all’altro. Non siamo stampelle dell’altro! Il no, ovviamente contestualizzato, serve inoltre a far comprendere al partner, di come siano in grado di tollerare momenti di frustrazione e quindi, come siamo capaci di gestire la nostra vita in modo autonomo, senza attaccamenti morbosi. Questo comporta inoltre, a ricevere un maggio rispetto dal vostro partner, o dalla persone che state frequentando.


Imparare ad ascoltare le nostre priorità
Il sano egoismo è quell'istinto che ci suggerisce cosa è meglio per noi, ma che spesso ignoriamo per colpa di alcuni fattori che ci tengono in pugno e che remano contro il nostro benessere e la nostra autenticità, come la voglia di compiacere l’altro o quella di essere apprezzati. E allora è proprio da qui che dobbiamo cominciare: dall'individuare le vere motivazioni che ci spingono a dire di sì al nostro partner. E bypassare quelle che non hanno a che fare con un sentimento disinteressato: tanto, agire nell'ottica di ricevere qualcosa in cambio, non paga, porta solo alla deriva.
Le persone molto disponibili e accondiscendenti tendono ad anteporre sempre le richieste degli altri alle proprie esigenze. Impariamo a fermarci e a riflettere sulle nostre priorità. Esempio: vai a casa con l'idea "Stasera non ci sono per nessuno" e poi ti chiama il tuo partner per chiederti di uscire. Valuta la ragione. Se lui ha semplicemente voglia di distrarsi, digli pure di no: perché la tua esigenza di relax dovrebbe valere di meno del suo desiderio di svago? Invece, se lui ha bisogno di te perché ha un problema impellente e concreto, rimettiti pure le scarpe e raggiungilo. Esercizio pratico: fate una lista delle vostre priorità o di cose che avete sempre rimandato o rinunciato a fare. Iniziate a fare le cose, che vi costano e vi coinvolgono meno,  a livello emotivo ed affettivo.


Esprimere il proprio disagio
Non reprimete le vostre emozioni come la rabbia e la tristezza, ma esprimitele e condividetele, in modo sano perché se le negate è come se evitaste una parte di voi.  Questo è un modo per prendersi cura di voi. Cercate dunque, di riconoscere quando avete bisogno di supporto, perché chiedere un aiuto non è sinonimo di debolezza ma di umanità. Tutti, almeno per una volta, ne hanno avuto bisogno. Frequentate solo persone positive e di valore (aggiunto per la vostra vita). A volte amare se stessi significa evitare quelle relazioni dannose che minacciano la salvaguardia del proprio bene. Ricordate sempre che amare se stessi vuol dire sentire nel profondo di avere a cuore se stessi interamente, le proprie emozioni, il proprio benessere fisico ed emotivo.
 

Rimandare se necessario
Non sempre siamo in grado di discutere o di fare una cosa che ci viene richiesta. All’interno della vita relazionale (dove si dovrebbe scegliere ogni momento, quello che è più giusto fare per noi e per la coppia), bisogna imparare a comprendere se in quel momento è il caso di dire o fare una determinata azione. Potremmo essere troppo tristi o troppo arrabbiati quindi, agire sotto l’impulso di un’emozione troppo forte, ci manderebbe in tilt e non sarebbe costruttivo per il proprio benessere e quello del partner.  Cosa fare? Comunicare al partner che in quel momento non possiamo fare o affrontare quella determinata situazione o discussione, perché non siamo nel “mood” equilibrato e giusto, per arrivare a trarne benefici per entrambi. Comunicate semplicemente che per voi è meglio rimandare, sottolineando che non significa che non ci interessa (e bisogna mantenere la promessa  a noi stessi che non deve essere un deterrente per evitare quella situazione), anzi proprio perché ci teniamo, pensiamo sia meglio spostare l’attenzione, in quel momento, su altro per non creare fraintendimenti o disagi a nessuno dei due. Questo tranquillizzerà voi e il vostro partner.

Eliminare scrupoli e sensi di colpa
Se abbiamo difficoltà a dire di noi al nostro partner, perché ci predisponiamo sempre ad accontentarlo in tutto,  fatichiamo anche a declinare inviti, negare favori perché poi dovremmo vedercela con mille scrupoli , ripensamenti e sensi di colpa. Un sistema per non entrare in crisi dopo aver detto No, c'è. Ricorrere ai "pensieri-palloncino", ossia immaginare persone, situazioni in grado di farci allontanare mentalmente dalla fase di pentimento: dovreste pensare anzi, anticipare le conseguenze nell’incontrare ipoteticamente certi di persone, o affrontare certi tipi di argomentazioni che vi posso danneggiare o nuocere (in modo oggettivo, no sulla base di vostre paure o interpretazioni). Vi sentite in difficoltà per aver tagliato corto con il vostro partner, per esempio? Considerate anche questo: spesso il vero problema non sta nelle conseguenze concrete del nostro no, ma negli eccessivi scrupoli che ci facciamo noi dopo averlo detto.

Rimanere nel presente!
Le persone con un sano egoismo sanno concentrarsi sul “qui e ora” ed evitare di pensare “E se poi…?”…. Quello che mette tante persone in difficoltà, è l'idea che quel no o quel rifiuto possa costare caro alla coppia. Ma rendersi disponibili solo per un discorso di paura o per la voglia di compiacere alla lunga, diventa un'arma a doppio taglio per la coppia. Perciò per agire tenendo presente di più le proprie esigenze, bisogna imparare a rimanere in contatto con il presente. A volte vale la pena di accettarli (i No): certe conseguenze negative costano meno care di alcuni "sì" detti controvoglia. E fate questo esercizio scritto: quali sono i vantaggi e gli svantaggi nel compiacere sempre il partner?

Costruire quotidianamente eventi positivi

Quali sono le cose che vi rendono felice? Fate attenzione, la felicità non è questione di grandi obiettivi o una sensazione di contentezza perenne. Più che all’ideale di gioia, si avvicina alla capacità di rendersi conto, della verità delle proprie emozioni. Esercizio: fate una lista di tutte le situazioni, oggetti o persone che contribuiscono al vostro stare bene e allenatavi, durante la giornata, a cercare di soddisfare i piccoli piaceri che rendono più allegra e vitale la vostra esistenza. Costruire giornalmente eventi positivi, contribuisce a rilasciare sensazioni di benessere e questo permetterà a voi di stare meglio anche i coppia.
 

Sviluppare il senso di efficacia personale
Spesso si ha la tendenza a basare sul partner tutta la propria vita; Le donne soprattutto, hanno un investimento emotivo molto più forte e totalizzante.  Ci si affida e ci si appoggia non solo sull'altro, ma si ritiene che senza di lui la nostra vita possa avere molto meno senso. Il risultato è che così, si innesca un legame di dipendenza per cui non riusciamo più a vederci come individui, ma solo come parte di una coppia, e in cui la nostra crescita individuale rischia di bloccarsi, adagiata sulla sicurezza che "tanto c'è X". Non bisognerebbe mai dimenticare che una coppia è formata da due persone indipendenti. Cosa fare: ogni tanto chiedersi "cosa farei se non ci fosse Y" e farlo. E’ un allenamento costante. Fate un elenco di tutti i vostri punti di forza, se non li vedete, sulla base anche delle vostre relazioni precedenti, quando siete riuscite a svolgere un qualcosa da sole, senza aver avuto bisogno di lui. Questo non solo aumenterà non solo la vostra autostima, ma il vostro senso di efficacia personale. Voi potete vivere benissimo anche senza di lui (anche se con il partner ovviamente, è più bello)

Costruire il giusto compromesso!
Anche nella più amorevole struggente delle relazioni, dobbiamo essere consapevoli prima dei nostri bisogni, e solo poi potremo e dovremo anche curarci di quelli del partner. Certo, per vivere un sano rapporto di coppia, bisogna scendere a volte a compromessi, ma l’importante è non sacrificarsi. Se sacrificate troppo spesso i vostri bisogni per far piacere al partner, vi annullerete completamente, perché tradirete i vostri valori. Questo andrà a lenire anche il vostro partner, perché gli permetterete di beneficiare delle vostre offerte sacrificali, cioè di diventare qualcuno contro cui provare risentimento (a lungo termine, ci saranno sicuramente dei “Io per te ho fatto questo, io per te ho fatto quello e tu ….Lo sapete bene).

Eliminare il controllo e alimentare la propria unicità

Le persone che vivono le proprie passioni e che si inoltrano nella ricerca del proprio essere unico, si riconoscono come individui, ritrovano la loro identità. Talvolta possono essere ritenute egoiste perché difendono il loro spazio vitale, i loro talenti e perché non si adeguano al volere altrui.  Le persone che si sentono dominanti ed anche le persone che si sentono vittime, tendono a controllare gli altri e uniformarli alle loro convinzioni, innanzitutto controllando e reprimendo per primi loro stessi. Quindi sentono il bisogno di alimentarsi attraverso l’energia di chi è vicino a loro. Non sono persone forti come si potrebbe pensare comunemente ma al contrario sono persone fragili che necessitano di controllare innanzitutto se stessi, poi le situazioni e le persone vicine, pensando purtroppo di fare il loro bene e di proteggerle.


Condividere restando  NOI!
Come si può condividere tutto o quasi della vita, continuando ad essere liberi ed indipendenti? La coppia che riesce in questo ha alte probabilità di durare a lungo e di migliorare anche qualitativamente il proprio rapporto, le persone che riescono in questo sicuramente sono persone mature, aperte, trasparenti, rispettano le idee ed i comportamenti del proprio partner. Chi riesce a far sentire libero il proprio partner e ad accettare i suoi spazi, le sue scelte, i suoi bisogni, è veramente una persona che ama in modo disinteressato la sua “dolce metà”.  Fate questo esercizio: c’e’ sicuramente in voi (non in tutti ovviamente), sia una parte matura, indipendente, emotivamente e affettivamente, sia una parte dipendente, immatura, emotivamente ed affettivamente. Non ci interessa adesso il perché, non ci risolvere il problema saperlo. Quando sentite arrivare dei pensieri intrusivi e ossessivi  - di colpa, di paura di non aver fatto la cosa giusta, di paura di perdere il vostro partner, di gelosia incontrollabile – scrivete su un foglio o mentalmente, cosa direbbe o cosa penserebbe la parte matura di voi e cosa direbbe o penserebbe la parte dipendente, bisognosa di voi…. Vedere per iscritto tutte queste cose, serve tantissimo, soprattutto a diminuire la tensione del momento! Assicurato.



Per millenni l’egoismo è stato considerato il vero male della vita e ciò instupidì, imbruttì e avvelenò l’egoismo e gli sottrasse molto spirito, sensibilità, inventiva e bellezza.” Friedrich Nietzsche

  


La vostra affezionata dottoressa del cuore

 

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