Emozioni e relazioni d'amore. Cosa ci blocca?



Il tema delle emozioni è di centrale importanza poiché l’incapacità di gestione delle stesse sembra essere alla base di numerosi disturbi affettivi e sentimentali.
Il termine emozione è sicuramente ricorrente nella vita quotidiana di ognuno di noi, tanto da essere centrale nell’interazione con l’ambiente che ci circonda. 

Cosa succede quando le emozioni si temono e si mettono a tacere?
Potremmo immaginare difficoltà legate alla sfera emotiva nel provare ed esprimere affetto fino all’incapacità di comprendere e descrivere le esperienze emozionali. Già perché il problema è anche un altro che sta alla base di tutto: l’incapacità nel riconoscere, identificare, differenziare le diverse emozioni. La maggior parte delle persone, non le conosce e quindi non riesce neppure ad esprimerle o a gestirle. Questo è dovuto ad un retaggio socio-culturale, che non ha permesso lo sviluppo di una sana EDUCAZIONE EMOTIVA, fin da piccoli.

Ma vediamo quali sono i principali disturbi legati alla sfera emotiva:

Anaffettività
Le persone anaffettive non riescono a provare né ad esprimere affetto in situazioni o condizioni in cui normalmente questo viene provato. Di frequente l’anaffettività insorge in risposta ad una situazione vissuta e percepita in maniera eccessivamente dolorosa dall’individuo, tale da indurlo a creare uno stile difensivo nei confronti di un ambiente potenzialmente perturbante che lo possa destabilizzare nuovamente. Se una situazione sentimentale è stata fortemente frustrante, ad esempio, la persona potrebbe mettere in atto dei comportamenti tesi ad evitare nuove esperienze di intimità, fino ad arrivare alla concreta difficoltà di instaurare altre relazioni coinvolgenti per paura di ritrovarsi nuovamente ferita. L'individuo anaffettivo tende così a distaccarsi da tutto il mondo e a dimenticarsi di esistere, affidandosi solo alla pura razionalità prima di compiere una qualunque azione.

Blocco affettivo
Nel caso del blocco affettivo, ci troviamo di fronte ad una situazione per la quale le emozioni sono in contrasto tra di loro e per tale ragione l’individuo si trova nell’incapacità di esprimerle. È come se ci si trovasse di fronte ad una impasse in cui frequentemente le persone possono imbattersi. Se l’impasse ha una durata limitata e si trova un’alternativa, la situazione si sblocca e si procede. Se invece tende alla persistenza può generare una forte angoscia e la sensazione di essere impantanati nelle sabbie mobili per cui, più si cerca di fare chiarezza, più si crea contrasto.

Alessitimia
Chi soffre dell’alessitimia non riesce a manifestare quanto sente per una difficoltà legata all’identificazione dei propri stati emotivi. In altre parole, le persone che vivono questa condizione mancano di capacità di descrivere in maniera appropriata le proprie e le altrui emozioni, sono inconsapevoli delle reazioni somatiche che accompagnano gli stati emotivi e possono manifestare comportamenti affettivi in maniera occasionale ed estrema, spesso inappropriata.
Non rendendosi conto di ciò che accade emotivamente, gli alessitimici hanno difficoltà a elaborare strategie per rispondere e convivere con gli affetti e i sentimenti, con conseguenti problemi comportamentali.

“Niente è buono o cattivo, ma il pensiero lo rende tale”
Shakespeare.

La nostra sofferenza è legata non all’evento, ma al tipo di pensiero che mettiamo in atto

I nostri pensieri possono darci forza o distruggerci. Per gestire le emozioni bisognerebbe esercitarsi innanzitutto nella pratica della mindfulness, imparare ad identificare e a dare un nome alle emozioni, facendo esercizi di regolazione emotiva (che spiegherò ancora in un altro post), ed utilizzare il modello ABC. Il modello ABC cognitivo di comportamenti ed emozioni sta per...

In sostanza, l’ABC cognitivo è così impostato:

nella colonna delle A vengono inseriti le situazioni, episodi che ci creano un qualsiasi stato di stress emotivo
nella colonna centrale dei B vengono inseriti le credenze, pensieri (più o meno automatici) che il paziente “produce” per dare significato all’A antecedente;
nella colonna finale dei C, rientrano le conseguenze in termini emotivi (“cosa provo”) e comportamentali (“cosa faccio”) influenzate dalle credenze in B.


Di solito pensiamo che un evento, una situazione, causa un'emozione o un comportamento.
Ciò che provoca ansia sono i pensieri, le convinzioni, le credenze distorte o irrazionali. Quello che diciamo nella nostra testa ha il potere di renderci felici o infelici, sicuri o insicuri, forti o deboli.

Vi mostro un esempio di come puoi utilizzare il modello ABC per gestire le emozioni:

A (evento) mancata risposta ad un messaggio del partner;
B (pensieri, convinzioni, credenze) “Come mai non risponde? Costa starà facendo”; “Non mi ama o considera abbastanza”; “vengo sempre per ultima”, “non sono una persona amata abbastanza o non sono amabile”
C (emozioni) paura, stress, frustrazione, rabbia, delusione, solitudine.

In questo esempio vi ho mostrato, cosa intendo per mesa in discussione, ovvero distruggere i pensieri negativi ed irrazionali, sostituendoli con pensieri più funzionali e adattivi (ovviamente non si può pretendere che questi pensieri più aderenti alla realtà, si stabilizzino in modo automatico dall’oggi al domani). 

Guardando l'esempio capirete che quei pensieri e credenze sono un vero e proprio auto-sabotaggio.  Siete voi, i vostri pensieri distorti che causano ansia.
Cosa potete fare per gestire i pensieri negativi? Mettendoli in discussione, dimostrando che sono irrazionali, e che non hanno nessun fondamento concreto. Mette in discussione quindi, ogni pensiero, mentre fate questo esercizio.

 “Non sono cosi’ importante per lui”, “chissà perché non risponde, cosa starà facendo?”.  Prendete ogni frase, affermazione/pensiero e cercate di capire se dice il vero oppure no. Il vostro partner solitamente risponde? Il vostro partner vi dimostra con i fatti che tiene a voi, il vostro partner ha gesti affettuosi nei vostri confronti? Se sì, perché continuare a pensare in questa modalità? 

Ci sono tanti motivi per i quali il vostro lui in quel momento non vi può rispondere. Quanto dipende da voi e quanto è fuori dal vostro controllo? Per quale motivo non mi risponde al messaggio? Cosa potete fare di diverso per aumentare la sua attenzione? E’ saggio e sano continuare a mantenere pensieri malsani e disfunzionali nei confronti del partner e della vostra storia? Ponetevi le giuste domande e troverete le risposte che porteranno la vostra mente a mettere in discussione, demolendo, tutti questi pensieri virus che vi danneggiano. Siate oggettivi e razionali.

Se il rimuginio di questi pensieri invalidanti e ossessivi, perdura, provate a fare degli esercizi di rilassamento muscolare, fate quanti più schemi ABC, concentratevi sui vostri obiettivi e come raggiungerli, focalizzatevi sulle risorse e competenze che avete nelle relazioni e non solo. Focalizzate la vostra attenzione e le vostre energie sulle soluzioni, non sui problemi. Fate un elenco devi vostri punti di forza in amore, nelle storie che avete avuto e che avete.

Conoscere e riconoscere le nostre emozioni ci aiuta ad essere in contatto con i nostri reali bisogni, e ad avere comportamenti che siano con essi coerenti. Le nostre emozioni fungono da guida per la realizzazione del nostro vero “Sé”. Inoltre ci aiutano a comprendere meglio gli altri, che si traduce in uno sviluppo di empatia, e a prevedere i loro stessi comportamenti. Tutto ciò fa parte della cosiddetta intelligenza emotiva.


La vostra affezionata dottoressa del cuore

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