Amore sano e amore patologico




In un amore sano i due partner si affidano reciprocamente aspetti della propria interiorità ed emozionalità traendo da questo energia e forza interiore, per crescere e progredire lungo il proprio percorso di realizzazione personale.
In un amore sano, le individualità di ognuno vengono arricchite e migliorate dalla dimensione di coppia in un continuo scambio tra queste due dimensioni: in un amore sano l’individuale nutre la coppia e viceversa.


Chi ama in modo patologico: caratteristiche principali
1.       Chi ama in modo patologico/malato, è una persona estremamente insicura con problemi di bassa autostima e fiducia nelle proprie capacità, pertanto anche quella di amare. L’amore per queste persone, è visto come qualcosa di ambivalente: lo vuole, lo brama, ma allo stesso tempo, quando lo vive, lo  teme, perché ha paura costantemente di feriti. Per questo alla fine, chi ama con questa modalità, non si da mai fino in fondo. Pensa solo al benessere dell’altro, per farsi accettare, perché l’amore per lui/lei va conquistato costantemente; sente di non meritarselo. 

2.      Spesso soffre di un profondo senso di inadeguatezza,  vive nel terrore di essere abbandonato ed è letteralmente sconvolto quando qualche relazione stretta finisce. Per farsi amare è disposto a fare cose spiacevoli e degradanti e, pur di stare nell’orbita dell’altro, può accettare situazioni per chiunque intollerabili. Si fa umiliare e svalutare costantemente fino ad arrivare anche a subire violenze psicologiche e non solo…. 

3.      Chi ama in moto malato, non tollera la distanza fisica. Ogni volta che i suoi punti di riferimento, che possono essere il partner, un’amica, un amico, anche il proprio psicologo o psicoterapeuta, il padre, la madre, la sorella, il fratello, vengono percepiti distanti fisicamente, la persona che ama in modo malsano, tende a vederli lontani anche emotivamente e vengono in mente questi pensieri “Non lo vedo, quindi, mi sento abbandonato”. Pertanto si puo’ dire, che la separazione (momentanea o meno), è vista come un dramma, perché deve essere “vista”. Nasce così un’angoscia abbandonica! E’ bene sottolineare che questo principio lo applica anche se stessa: “se non ci sono, come presenza fisica, probabilmente, perderà le persone che amo. Ha paura di essere dimenticata e che le persone le sfuggano.

4.     Un’altra caratteristica di chi ama in modo malato o patologico è che ogni discussione, viene vissuta come un attacco personale del partner. Ogni mancanza, ogni risposta ad un messaggio non arrivata, o arrivata nel modo in cui non si voleva, viene percepita come una sorta di rifiuto. La discussione rappresentano una minaccia, perché fanno sentire la persona che ama in modo malato, non abbastanza in grado di … non adeguata per il partner,  e sorgono questi pensieri  “valgo meno degli altri”, “ lui/lei preferisce altri tipi di donne/uomini”

L’amare l’altro diventa spesso una forma di sofferenza,  il benessere emotivo,  viene messo a repentaglio per il benessere dell’altro.

Chi ama in modo patologico è anche egoista e impedisce lo sviluppo delle capacità e degli interessi individuali. Riversa tutte le sue energie in tentativi disperati di influenzare e controllare il partner per farlo diventare come desidera.

Chi ama in modo malato può arrivare ad essere anche infedele, non tanto per un appagamento sessuale (sarebbe meglio),  ma per essere sicura/o in ogni caso di non restare sola/o, di essere comunque voluto da qualcuno/a, non importa chi sia. L’importante è sentire di esserci.

Chi ama in modo patologico, non ha sviluppato appieno la parte di se “sentimentalmente indipendente” , non riesce a crearsi degli spazi di autonomia propria, per la propria crescita personale perché sempre presa da qualche problema del partner, che richiede la sua attenzione e la sua energia vitale. E’ convinta/o che per essere amata deve essere perfetta, intelligente, amabile e deve sacrificarsi per il partner per poter ricevere il suo amore senza pensare alle conseguenze.

9.      Chi ama in modo malato, passa dall’idealizzazione del partner, dove lo vede come una figura “incontaminata” , pulita; l’essenza dell’amore, alla svalutazione più totale dello partner che vede, al primo segno di rifiuto, di discussione, di allontanamento (per coltivare i propri hobby ad esempio). Tutto questo accade per confermare a sé stesso, che non ci uomini o donne degni di … Il sottomessaggio (il più vero) è  “non sono in grado di gestire una storia d’amore, non sono capace di amare”, quindi l’ennesimo fallimento. 

10.  Chi ama in modo malato, ha alte aspettative su di sé, come donna e compagna. Si basa sul principio della non “delusività”, perché continua a chiedersi quali sono le azioni, i comportanti che ancora deve migliorare, che ancora deve raggiungere per soddisfare al meglio il proprio partner.

11.  Dato che chi ama in questo modo malato, ha avuto molto probabilmente, figure genitoriali che non l’hanno ascoltata nei suoi bisogni. Non sono stare figure di riferimento per una base sicura di attaccamento affettivo, pertanto in età adulta, la persona che ha sviluppato questa modalità di amare in modo malato, ricorre a questo principio che lo possiamo definire onestamente “manipolatorio”  (la dipendente affettiva ha dei tratti anche manipolatori): “siccome non sono vista nel mio dolore, se sto male e lo faccio vedere, o lo comunico al partner o agli altri, l’amore lo riceverò” . Pertanto sono persone molto richiedenti e soprattutto, mostrano continuamente il loro disagio affinché l’altro, si prenda cura dei lei.

12.  Chi ama in modo malato, si concentra esclusivamente sul proprio dolore e facendo questo, non vede le necessità o i bisogni reali del partner. Non vede le sue prospettive, il bisogno dell’altro di essere davvero ascoltato. Gli uomini (o le donne), per chi ama in questo modo, sono persone che devono “risarcire” in qualche modo, le ferite emotive appartenenti al passato o a storie traumatizzanti.


Chi ama in modo sano: caratteristiche principali
1.       La persona che ama in modo sano accetta pienamente se stessa, anche se desidera cambiare qualche aspetto della sua personalità. E’ sicura di sé nella misura in cui sa che può donarsi all’altro in modo indipendente e condividere bisogni e obiettivi con il proprio partner.  Fonda il suo amore sul concetto di “reciprocità”.

2.      Accetta gli altri come sono, senza cercare di cambiarli per soddisfare i suoi bisogni. E’ consapevole dei suoi sentimenti e del suo atteggiamento verso ogni aspetto della vita, compresa la sessualità. 

3.      Ama tutto di se, la sua personalità, il suo aspetto, le sue convinzioni e i suoi valori, il suo corpo, i suoi interessi e i suoi talenti. Si valorizza invece di cercare di trovare il senso del proprio valore in una relazione.

4.      La sua autostima è abbastanza profonda da consentire di apprezzare il piacere di stare insieme ad altre persone e preferisce partner che siano a posto così come sono. Non necessita che qualcuno abbia bisogno di lui o di lei per avere l’impressione di valere qualcosa.

5.      E’ aperta e fiduciosa con chi lo merita; non ha paura di lasciarsi conoscere a un livello personale profondo, non si espone al rischio di essere sfruttata da chi non ha riguardo per il suo benessere. Procede però per gradi. Non si da completamente e subito. Si ascolta, e ascolta come sta con l’altro, come la fa sentire l’altro. Non si concentra dunque, sull’altro, ma su sé stessa, per comprendere se questa persona, possa essere davvero meritevole del suo amore.

6.      Si pone questi interrogativi in modo sano… “questa relazione va bene per me? Mi consente di sviluppare tutte le mie possibilità e diventare quello che sono capace di essere?”.  “E’ quello di cui ho realmente bisogno?” “mi fa crescere e andare avanti, oppure mi limita o mi fa stare al punto dove ero prima?”.

7.      Da un grande valore alla propria serenità; tutte le lotte, le tragedie e il caos del passato hanno perso il loro fascino; la persona che ama in modo sano, ha un atteggiamento protettivo verso sé stessa, la propria salute e il proprio benessere. Ha ha la consapevolezza che una relazione, per poter funzionare, deve essere tra due partner che condividono valori, interessi e fini, e che siano entrambi capaci di intimità. E’ inoltre consapevole  di essere degna del meglio che la vita può offrirle.


Potrei dire che, fondamentalmente, chi ama in modo sano, fa l’opposto della persona che ama in modo patologico. Potrei proseguire nella lista, e non fermarmi al punto 7, ma alla fine è naturale che chi ama in modo sano, ama in modo libero dal bisogno di conferme, ama in modo equilibrato, non totalizzante (che significa in questo caso, annullare se stessi). Ama sé stesso e la sua vita e di conseguenza, l’altro diventa un valore aggiunto, un qualcosa che esalta la pienezza della vita di chi ama in modo sano.


L’amore sano è la decisione, deliberata e consapevole di due anime, di due cuori, che non si promettono l’amore eterno, ma promettono a se stessi di amarsi tutta la vita, per scegliere di amare, ogni giorno il proprio partner.
 


Esercizio pratico per chi ama in modo malato

Tecnica: Anticipazione delle conseguenze 
Quando si ama in modo malato, si cerca in modo costante e bisognoso rassicurazioni e conferme da parte del partner. Se queste non vengono soddisfatte, nascerà nella persona, un disagio e una sofferenza emotiva devastante e destabilizzante.

Facciamo un esempio:

LEI manda un sms al suo partner dicendogli (o glielo chiede direttamente)  "Oggi ti ho visto un pò strano, più distaccato del solito (sua percezione).... C'e' qualcosa che non va? Mi ami ancora? Ho fatto qualcosa di male?" Inizia una trafila di rassicurazioni che si protrae a dismisura....
Nel momento in cui LUI, non soddisfa, per una serie di motivi X, le sue esigenze, oppure non da lei quelle conferme che desidera sentirsi dire, arriva il crollo totale, producendo nella persona, un ciclo di pensieri catastrofizzanti, ossessivi, negativi, su di lei e sulla sua relazione. 

COSA FARE?
La LEI in questione. Deve fare una lista mentale e scritta di tutte le conseguenze che potrebbero accadere, se la storia con il suo partner terminasse. 
Questo esercizio serve per superare e gestire lo stress del momento, per allontare questi pensieri più o meno irrealistici, quando intervengono e per cercare di essere sempre meno richiedente e bisognosa. 
Sembra paradossale farsi venire in mente le cose peggiori, ma in realtà, nel momento in cui Lei guarderà questa lista, dove avrà scritto le conseguenze più disastrose, pensando alla fine della sua relazione, accadrano le seguenti cose: 

  1. La sua mente cercherà in tutti i modi di allontanare quei pensieri negativi sulle conseguenze della fine della sua, sostituendole con pensieri/conseguenze più realistiche e più positive.
  2. Si rafforzerà in lei o si svilupperà in lei, l'idea che continuando a pensare in modo catastrofico, aumenterà le probabilità che la sua relazione possa terminare davvero. 
  3. Nella sua mente si crea un evitamento verso tutte queste conseguenze, negative, attivando in LEI, pensieri e comportamenti più funzionali, meno bisognosi verso il partner. 
  4. Lei inizierà a monitorarsi a "teraparizzarsi", ascoltando quella parte di lei, matura, indipendente sentimentalmente, che le da i consigli sull'amore, su come dovrebbe funzionare e andare una storia d'amore libera dal bisogno.
Facendo questo esercizio bisognerebbe cercare di ascoltare, come detto nel punto 4, la parte di se stessi che ci dice "cosa penso quando sento il bisogno di mangare un messaggio richiedente e ossessivo al mio ragazzo?",  "Lo sai vero che se lui non ti risponderà al messaggio o non ti risponderà come vorresti, non è perchè non ti ama, ma magari sta facendo altro, tu non hai bisogno di conferme e comunque lo vedrai nel tempo"
Altro eserzio che potete fare
Potete fare anche un esercizio scrivendo i PRO e i CONTRO nel mantenere questi messaggi, questi pensieri richiedenti, ossessivi, malsani nei confronti del vostro partner, vedendo alla fine cosa viene fuori, e se sono maggiori i PRO o i CONTRO.  In modo da avere chiarezza dei vostri comportamenti bisognosi e se sono davvero utili per voi (manternerli) al fine del vostro benessere personale e della coppia.
 Ci ho messo l'anima per scrivere questo post/articolo. Desidero con tutto il cuore sostenere e dare, con la giusta compentenza ed empatia,  consigli davvero pratici affinché ogni donna (e anche uomo), riesca davvero a rendersi conto di come ama, e di come, se continua così, perderà sempre in amore, e con l'amore. 
Ovviamente, resta sempre il fatto che se non riuscite da sole a fare questi esercizi o se davvero il vostro problema è invalidante, oltre a questi consigli pratici, dovreste rivolgervi ad un professionista che vi segua in questo percorso d'amore verso voi stesse. 
La vostra affezionata dottoressa del cuore!

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