Psicopatologia della vita quotidiana di un dipendente affettivo




Ahimé, il dipendente affettivo, va molto di moda. E’ il nuovo trend dell’amore malsano. Non passa di certo inosservato, perché vedi il suo sguardo languido, alla costante ricerca di amore, fosse anche il palo della luce. I dipendenti affettivi possono adottare copioni comportamentali differenti, passando da una tipologia ad un’altra per evitare la paura della separazione. per cui a volte assumono comportamenti di seduzione, di allontanamento, di manipolazione, ecc. a seconda del partner e della relazione che vivono

 Ma vediamo adesso chi, e quanti sono i dipendenti affettivi.   
Della serie “ ce n’è per tutti i gusti”

   Dipendenti affettivo ossessivo
Non riescono a lasciar andare il partner, neanche se questi è: non disponibile, a livello emotivo o sessuale, impaurito di impegnarsi, incapace di comunicare, non amorevole, distante, abusivo, indagatore e dittatoriale, egocentrico, egoista, dipendente da qualcosa al di fuori della relazione (hobbies, droghe, alcohol, sesso, un’altra persona, il gioco).

Dipendente Affettivo Codipendente
Sono i più ampiamente riconosciuti. Rappresentano un profilo particolarmente comune. Molti di loro soffrono di scarsa autostima ed hanno un modo di pensare, sentire e comportarsi, in certo modo, prevedibile. Ciò significa che da una condizione di insicurezza e bassa autostima cercano disperatamente di rimanere attaccati alla persona da cui sono dipendenti, manifestando un comportamento codipendente. Questo include: essere permissivi, aiutare, prendersi cura del partner, esercitare un controllo ed accettazione di abbandono ed abusi. 

Dipendenti relazionali
A differenza degli altri dipendenti affettivi, non sono più innamorati dei loro partners ma sono incapaci di lasciarli andare, di rinunciare. Solitamente sono così infelici che la loro relazione mina la loro salute, il loro spirito e benessere emotivo. Anche nel caso in cui i loro partners li picchino o sappiano di essere in pericolo, essi sono incapaci di rinunciare al rapporto. Hanno il terrore di rimanere soli. Hanno paura del cambiamento. Non vogliono ferire o abbandonare i loro partner. La frase che meglio li rappresenta è “ti odio ma ti prego di non lasciarmi”

Dipendenti affettivi narcisisti
Usano il dominio, la seduzione, la negazione per controllare i loro partner. A differenza dei codipendenti, che sono disposti a tollerare un notevole disagio, i narcisisti non accondiscendono a nulla che possa interferire con la loro felicità. Sono assorbiti da se stessi e la loro bassa autostima è mascherata dalla loro grandiosità. Inoltre, piuttosto che essere ossessionati dalla relazione appaiono distaccati ed indifferenti. Raramente ci si può accorgere che siano dipendenti finché il partner non cerca di lasciarli. Allora non saranno più distaccati ed indifferenti. Entreranno in uno stato di panico ed useranno qualsiasi mezzo a loro disposizione per protrarre la relazione, incluso l’uso di violenza

Dipendenti affettivi ambivalenti
Sono coloro che soffrono del disturbo evitante di personalità, non hanno difficoltà a chiudere una relazione ma piuttosto ad iniziarla e a viverla in modo profondo. Ricercano disperatamente l’amore ma lo temono allo stesso tempo. Bramano disperatamente l’amore ma allo stesso tempo sono terrorizzati dall’intimità. Questa combinazione di tendenze è agonizzante.

Dipendenti sabotatori
Sono coloro che distruggono la relazione quando inizia a diventare profonda o quando la paura dell’intimità si fa insostenibile. Sono attratti in modo ossessivo da chi non è disponibile e non accettano il rifiuto, possono soffrire in silenzio e non manifestare alcun interesse o perseguitare la persona di cui sono innamorati

Dipendenti seduttivi – rifiutanti
Cercano la relazione quando desiderano sesso o compagnia ma quando percepiscono eccessive richieste da parte del partner rinunciano alla sua presenza per non avvertire più l’ansia. Si comportano alternando momenti di disponibilità e non disponibilità con il partner ovvero, quando si sentono impauriti o in pericolo cominciano a rifiutare compagnia, sesso, affetto, qualsiasi cosa li renda ansiosi. Se lasciano la relazione sono soltanto Sabotatori. Se invece, continuano a ripetere il modello disponibile/non disponibile sono Seduttori Rifiutanti.

Dipendenti affettivi romantici
A differenza dei dipendenti dal sesso, i quali cercano di evitare del tutto il legame, i Dipendenti romantici si legano ad ognuno dei loro partner, in grado diverso, anche se i legami romantici sono brevi ed avvengono simultaneamente. Con “romantica” intendo una passione sessuale ed una pseudo intimità emozionale. Da notare che, sebbene i Dipendenti romantici si leghino a ciascuno dei propri partner, in vario grado, il loro scopo, insieme alla ricerca dell’intensità del romance e del dramma, è di evitare l’impegno ed il legame su di un piano più profondo con il partner. Spesso i Dipendenti romantici vengono confusi con i Dipendenti dal sesso.


Le accoppiate vincenti del dipendente affettivo




 
Solitamente la relazione più frequente che instaura un dipendente affettivo è quella con la sua immagine riflessa allo specchio: un altro dipendente affettivo (rapporto di co-dipendenza). Entrambi hanno bisogno l’uno dell’altro ed è una catastrofe completa, perché i comportamenti disfunzionali o le modalità di amare malsane, sono moltiplicate per due. Una relazione “malata terminale”, destinata a terminare di morte naturale.

Un’altra relazione molto quotata è quella tra un dipendente affettivo e un narcisista perverso.
Ebbene, c'è una cosa importante da capire: non esiste narcisista senza dipendente affettivo, e viceversa. Il narcisista, per sentirsi potente e nel controllo, ha bisogno del dipendente affettivo, perché sa che con lui potrà averla vinta e rimanere sul piedistallo. Il dipendente affettivo, a sua volta, si sente attirato dal narcisista perché inconsciamente vuole guarire dalla ferita del rifiuto, e sente che il narcisista è il candidato perfetto per vivere un'altra storia di perfetto disamore!

La personalità narcisista in genere affascina tutti per il suo apparente carisma, ma poi nei fatti non fa che lasciare dietro di sé scie di cuori infranti (partner d'amore o di lavoro che siano), che lui ha usato e buttato via appena se ne è stancato. Il narcisista ha bisogno di un pubblico poiché è assetato di attenzione e, pur di essere applaudito, è davvero capace di attrezzare messe in scena che hanno dell'incredibile, manipolando, confondendo, illudendo. Nei ricordi delle persone, dopo che l'hanno conosciuto bene, occupa un posto assai sgradito.

Il bisognoso, o dipendente affettivo, ha alla base una scarsa autostima di sé. Non riesce a sentirsi nutrito di se stesso, ad apprezzarsi e ad amarsi, per cui cade facilmente vittima del senso di vuoto e di inadeguatezza. Ogni innamoramento diventa per lui motivo di rinascita e… di attaccamento. L'abbandono che incontra nelle relazioni (inevitabile, essendo egli il primo ad abbandonare se stesso), rafforza in lui la convinzione più o meno inconscia che non merita di essere amato. 


Consiglio a tu per tu….
La donna che non ha più voglia di attirare relazioni con uomini narcisisti, deve guarire la propria dipendenza affettiva. Significa che deve imparare a diventare la fonte del proprio nutrimento emotivo, a riscoprire l'essenza della femminilità che è un'essenza autonoma, generatrice di vita. Imparando ad amarsi e a rispettare se stessa, non troverà più attraente colui che, più o meno velatamente, la maltratta.

L'uomo che non ha più voglia di attirare storie con donne bisognose e dipendenti affettivamente, deve curare il proprio narcisismo. Significa che deve imparare a essere più vero, a esporsi in modo onesto, a non manipolare o fare il compiacente per il gusto di un applauso. La prova per lui più difficile è vivere senza maschere, essere visto per quello che è veramente. Solo senza maschere si può instaurare un rapporto autentico con qualcun altro.

NOTA DA AFFIGGERE OVUNQUE: 
Guarire dalla dipendenza affettiva implica affrontare l’ansia della separazione, riconoscere le relazioni disfunzionali e i giochi distruttivi, rafforzare la propria autostima e la consapevolezza di sé, stemperare l’egoismo e sviluppare reazioni sane.

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