Consigli sull'arte del lasciarsi


Come riprendersi dalla fine di un amore? E' la domanda che affligge chiunque si ritrovi a soffrire a causa di una relazione finita.


Qualcuno ci ha mai insegnato l’abilità di lasciare un uomo o una donna? Probabilmente è solo con l’esperienza, con la presa di consapevolezza dei nostri limiti e di quelli dei nostri partner, possiamo garantirci almeno una cosa fondamentale: imparare ad accogliere senza giudicare i nostri e altrui errori e capire che ogni persona che la vita ci mette di fronte, ha uno scopo, una missione.

Insegnarci ad amare sempre di più noi stessi e, di conseguenza, amare in modo sano ed equilibrato. Sopravvivere ai sentimenti significa anche questo: lasciarsi senza troppa sofferenza.

Ciò che colpisce durante la fine di un amore, è che quasi sempre si va ai due estremi: o relazioni finite che si trascinano nel tempo, o rotture brusche, improvvise e conflittuali. Come se il tema del lasciarsi fosse ancora difficile da affrontare e da elaborare, al punto che, di fronte a esso, molti di noi tirano fuori le parti peggiori di sé, rancori irrisolti e sedimentati, le rabbie di antica data.

 Non conosciamo le leggi del lasciarsi, del concludere, che sono importanti tanto quanto quelle del mettersi insieme e dell’iniziare. Provare ad apprenderle significa sentirsi più sicuri, gestire la paura, alleggerirsi la vita e farla ripartire più spedita di prima: ne vale sicuramente la pena.

La fine di un amore... Lo strascico che non ci lascia libere
Tra le molte coppie che si separano, un’alta percentuale continua a sentirsi telefonicamente, a mandarsi messaggi ed e-mail: si tratta di chiarimenti ulteriori, di puntualizzazioni spesso inutili, di rinfacci, di rivendicazioni, di tentativi conciliatori, di controlli reciproci (o almeno da parte di uno dei due). Ma non solo: non è raro che ci si incontri di nuovo, che a volte si viva ancora un po’ di intimità, si discuta, si faccia la pace, e quando uno sta per incontrare qualcun altro, ecco arrivare l’sms dell’ex che ancora chiede qualcosa. È un atteggiamento che impedisce a entrambi di riprendere la propria vita, tenendola “a bagnomaria” in una situazione in cui il passato si ripropone a frammenti, il presente ne viene disturbato e il futuro non riesce a essere concepito. In pratica il rapporto non si chiude, e ciò rende difficile aprire nuove vie.
  

La fine di un amore... Sparire, insultarsi… Perché?


In altri casi il rapporto si è esaurito, ci sarebbe da confrontarsi e da decidere, con maturità, di interrompere la frequentazione e lasciarsi. I toni potrebbero anche essere accesi, ma la chiusura sarebbe sancita in modo realmente liberatorio. E invece o ci si insulta per poi non parlarsi più, o si sparisce, restando in entrambi i casi carichi di livore, di cose non dette e di fraintendimenti. Tutti elementi che lavorano in modo sotterraneo nella psiche e non lasciano liberi di riprendere il cammino. È come se una parte della mente fosse sempre impegnata a rimuovere il lascito di quel rapporto che, a tutti gli effetti, non è ancora concluso: si è interrotto, ma non è stato archiviato. Rimuovere, del resto, non significa superare un problema, ma tenerlo lì, “congelato”, cioè sospeso solo momentaneamente.

La fine di un amore... Liberarsi del passato non significa negarlo 

Liberarsi degli oggetti e di tutte le cose appartenute all'ex è giusto, a patto di non illudersi che questo basti a fare piazza pulita del passato. Anche occuparsi di sé e della propria salute, magari con un'alimentazione più sana e consapevole aiuta, ma non può bastare. Occorre cedere al dolore e abbandonarsi a quella deriva di cui Isabella parla nella sua e mail. Occorre perdersi per ritrovarsi nuovi, affrontare le tempeste della vita così come sono, senza inutili mascheramenti. Per quanto sarà necessario: cercare di imporre i tempi della mente all'anima è inutile e allunga il dolore. Le lacrime spurgano il dolore e vi riporteranno nella vostra casa, dove senza accorgersene troverete la vostra nuova centratura e tutta l'energia necessaria per ripartire.



La fine di un amore... Angoscia abbandonica

Quando finisce una storia, è inevitabile un’ansia da separazione, che può essere più o meno invalidante in certe persone: molti hanno paura del momento dello stacco, anche se quel rapporto è ormai finito. Desiderano concluderlo, ma pensare di farlo mette ansia. È un processo inconscio, che riattiva la paura antica di rimanere soli, di non essere accettato, di essere mal giudicato, di far del male all’altro (su cui proiettiamo una parte fragile di noi stessi), di non avere più quel riferimento. E, nel caso della rottura, anche il timore di avere torto, la difficoltà a tollerare la frustrazione. E a tutto ciò si aggiunge in molti casi una reale incapacità di confrontarsi e di compiere i passi di una chiusura di rapporto, come se nessuno ce l’avesse mai insegnato, e forse è proprio così.

Vi passo in rassegna, brevemente, alcune strategie (se è possibile chiamarle così), basic sull'arte del "lasciarsi" senza troppo soffrire...

  • Accogli la parola "fine". Se un rapporto è concluso, prendine atto: non scambiare qualche sussulto vitale per una vitalità più completa, le briciole non ti porteranno da nessuna parte. Non attendere che sia l’altro a prendere la decisione, per non sentirti in colpa. E non aspettare che non sia doloroso, soprattutto se è stato un rapporto intenso.
  • Non agire per egoismo. A volte non chiudiamo del tutto le relazioni ormai logore e le teniamo in standby, creandoci nel tempo un mondo di “mezzi rapporti” a cui rivolgerci per avere gratifiche o conferme, o da usare in caso di solitudine. Ma è controproducente perché rischia di bloccare la vita sia degli altri che di noi stessi. Usciamo dall’egoismo: ostacola sempre lo sviluppo.
  • Legittima la scelta. Chi rompe i rapporti invece di chiuderli, scomparendo all’improvviso o scomponendosi in scenate del tutto fuori luogo, non riesce mai a ripartire veramente. È molto meglio legittimare i motivi della propria decisione, così da non essere male interpretati o strumentalizzati. La fuga e la scenata lasciano il conto aperto. Comunichiamo, non accumuliamo.
  • Ringraziare e provare gratitudine. Lo so, potreste pensare che è parodossale, impossibile, ma provare gratitudine per ciò che avete avuto la fortuna di vivere, è un tesoro che nessuno potrà mai portarvi via. E' una gesto che anche a livello energetico, vi restituisce una pace interiore e vi spalanca di nuovo il cuore, la vita.  Questo vi permette, inoltre, di riuscire a fare il passo di AGIRE verso la chiusura del rapporto.
  • Vantaggi e svantaggi. Fate una lista di vantaggi e svantaggi della vostra storia. Mettere nero su bianco, senza giudicare, attenendosi ai fatti e non alle vostre intepretazioni romantiche o catastrofiche, vi da la possibilità di farvi un quadro ordinato di quella che era la vostra situazione attuale. Scoprirete che magari, avete idealizzato il vostro rapporto e questo, vi farà ridimensionare tutto, portando con voi sempre un senso di realtà all'amore che avete dato e ricevuto
  • Concentrarvi su ciò che non vi andava bene. Quando la paura sale, fate un bel respiro e chiedetevi "il mio amore, la mia relazione è davvero cio' di cui ho bisogno?" "Ho realmente ciò che desidero e ciò che mi fa stare meglio?". Su questo potete fare questo esercizio: prendete carta e penna e scrivete, tutte le caratteristiche del vostro partner che vi piacciono, e quelle che non vi piacciono. Questo serve sempre per fare un ordine mentale, senza giudicare, su chi davvero avete accanto. Non c'e' un giusto o sbagliato. C'è la cosa migliore per noi.
  • Immaginare le conseguenze. Prendete un foglio e scrivete, inmmaginando le conseguenze della fine della vostra relazione. Come vi sentite, cosa può succedere, come potrete stare, cosa potrebbe accadere a voi e al vostro partner, ecc...? Vi accorgerete, che non e' così spaventosa la cosa, e che non c'e' da avere cosi' paura. Tutto ha un inizio ed una fine.
 
Vi lascio con questa bellissima frase, di un famoso filoso e sociologo polacco, che ritrae benissimo il concetto della fine di un amore

"Come porre termine, come chiudere: è su questo e non certo su come iniziare o aprire qualcosa, che chi vive la vita liquido moderna ha urgente bisogno di istruzioni."
Zygmunt Bauman


Vi lacio inoltre il link di una canzone struggente del nostro R. Cocciante
 clicca sotto:
quando finisce un amore 

La vostra affezionata dottoressa del cuore

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