Non esistono ex dipendenti affettive, ma donne affamate d'amore che decidono di non abbuffarsi più d'amore




“Io ho bisogno che qualcuno abbia bisogno di me, ecco cosa. Ho bisogno di qualcuno per cui essere indispensabile. Di una persona che si divori tutto il mio tempo libero, il mio ego, la mia attenzione. Qualcuno che dipenda da me. Una dipendenza reciproca. Come una medicina, che può farti bene e male al tempo stesso”

Chuck Palahniuk



La dipendente affettiva modello, ci fa o ci è? Me lo sono sempre chiesto, anche ripensando alla mia ex dipendenza, o meglio alla mia fame bulimica d'amore. In realtà, la dipendente affettiva, come tutte le persone dipendenti, decide di essere indipendente dal suo principio attivo: la fame affettiva. 

Non finge assolutamente, ma prendendo consapevolezza del suo comportamento distruttivo nelle relazioni sentimentali, inizia ad assumere meno grassi affettivi nocivi, ed afferma in modo perentorio  "Decido di non dipendere più da l'uomo di turno"

Smette quando vuole! Smette quando comprende con il cuore che amare sè stessa, è il primo passo verso la guarigione. Smette quando, vedendo tutti i suoi ex amori felicemente impegnati, si fa la fatidica domanda " Non e' possibile allora che fossero tutti uomini sbagliati; probabilmente qualcosa in me, li ha fatti scappare a gambe levate?"


La tossicità di questo comportamento affettivo ha radici antiche, e sicuramente più lunga è stata la dipendenza affettiva, più la stessa si è incancrenita, rendendo la degenza nell'ospedale dei cuori spezzati un vero e proprio calvario ve lo assicuro. 

Il problema principale della dipendente affettiva è che, dovendo assumere la sua dose quotidiana d'amore, alla fine si crea assuefazione, pertanto, bisogna aumentare sempre di più con il dosaggio. 

CI FA o CI E'? 

Ci e' decisamente, la dipendente affettiva. Ed io ne so qualcosa. Il mio percorso di disintossicazione, è iniziato quando ho toccato con mano  i gravi effetti collaterali: pensieri ossessivi e costanti riguardo la paura di essere lasciata da un momento all'altro, la gelosia compulsiva che mi rendeva ridicola, patetica e insopportabile, la manipolazione affettiva dell'altro per richiedere sempre più attenzioni (creando ovviamente gli effetti peggiori), il ricatto psicologico che si era trasformato in un boomerang e che, tornando indietro, mi spezzava e distruggeva la dignità di donna.

Potrei continuare all'infinito, ma vorrei lanciarvi un messaggio di autentica speranza: da questo problema che attagnaglia circa il 90% delle donne, è possibile uscirne. 

Abbattere il muro della dipendenza affettiva è possibile. 
Il vostro motto principale deve essere "Smetto quando voglio".  Questo assunto a mio avviso, trasmette un senso di leggerezza, di concreta possibilità di guarire, perchè presume il fatto che siete voi, meravigliose dipendenti affettive, ad essere le uniche responsabili della vostra felicità assoluta in amore. 

"Da ora in poi, potete decidre se smettere o no". Da ora in poi, potete dirigere la vostra vita in tutt'altra direzione. Non importa quello che siete state fino ad ora. L'aspetto cruciale è il "qui ed ora". 
In un istante, potete rideterminare di assumere una dieta d'amore equilibrata.


Guarire dalla dipendenza affettiva implica affrontare l’ansia della separazione, riconoscere le relazioni disfunzionali e i giochi distruttivi, rafforzare la propria autostima e la consapevolezza di sé, stemperare l’egoismo e sviluppare reazioni sane.
 

Le tappe da seguire per demolire questo cancro affettivo, sono diverse. La diligenza e la perseveranza, dovranno essere i vostri migliori alleati in questo cammino. 

La vostra dottoressa del cuore, che ha deciso di smettere!

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