La violenza psicologica che distrugge l’anima




Questa e' una storia che dimostra quanto l'amore possa essere malato e dannoso per la creazione di futuri rapporti d'amore. Ringrazio R. per aver voluto condividere con me, e con tutti voi, questa sua violenza, che nessuna donna, NESSUNA, dovrebbe vivere. Vi prego di leggerla con calma. La violenza non e' solo da  parte di un partner, ma anche dei propri genitori. Sono le principali figure di attaccamento. Questo crea la base per strutturare la modalita' affettiva di noi piccoli, grandi adulti. 

Grazie R.

 

Mi chiamo L. ho quasi 40 anni e sto ancora lavorando per guarire dalle violenze psicologiche subite.


Sono cresciuta in una famiglia “normale”, papà impiegato su turni, mia madre faceva la sarta prevalentemente lavorava in casa, un fratello maggiore.
Ho avuto un infanzia tranquilla, i miei genitori mi hanno insegnato il rispetto reciproco, l’educazione, la collaborazione il rispetto verso il mondo è verso tutti gli esseri viventi senza distinzione, abbiamo viaggiato molto soprattutto per il lavoro di mio padre che era una persona fantastica con una mente aperta e con molta stima e rispetto per le donne, tutto questo sino ai miei 10 anni. 


Dopo un periodo in cui ha vissuto all’estero da solo è tornato a casa completamente cambiato, era l’opposto del padre che mi aveva cresciuto. Era diventato estremamente geloso e possessivo di mia madre non poteva più parlare con nessuno altrimenti lui la accusava di avere un amante, ha iniziato a vietarle di lavorare e di avere alcun contatto con le sue amiche o con la sua famiglia. Giorno dopo giorno è cresciuto il terrore nella mia casa, dovevo stare attenta a non spostare nulla xche altrimenti lui andava in paranoia e se la prendeva con mia madre, non potevo dire nulla perchè qualsiasi cosa era fonte di discussione e lui se la prendeva con mia madre. Litigavano la notte, ma io li sentivo e spesso avevo paura , mio fratello che era più grande a volte li ha rimproverati ma io ho iniziato a vivere nella paura che potesse succedere qualcosa a mia mamma, nella paranoia di non fare e non dire nulla che potesse disturbare quella calma apparente.

Il suo disprezzo per mia madre era il disprezzo per  ogni donna che incontrava il suo cammino per un motivo o per l’altro. Io avevo il terrore anche di cambiarmi le mutande perché lui controllava quante ne erano stese e se secondo lui erano troppe de la prendeva con mia madre. 

Io crescendo ho provato ad affrontarlo ma lui iniziava a fare la vittima è a minacciare di suicidarsi. Ho provato a prendere le difese di mia madre ma poi vivevo con la paura che lui in qualche modo l’avrebbe fatta pagare a lei. Me ne sono andata di casa a 20 anni perché non potevo più vivere in quella situazione, ho cercato di portare via mia madre ma lei per vergogna non se n’e Mai voluta andare. 

La situazione con gli anni non è migliorata, vivono segregati in casa senza avere alcun tipo di dialogo ne tra di loro ne con il mondo hanno trovato un equilibrio malato in cui ogni tanto cercano di tirarmi dentro per una qualsiasi discussione. Io combatto da anni con la paura di vivere e di dire ciò che penso, la mia personalità è stata massacrata da un silenzio imposto, cercare di farsi amare dagli altri per cio' che vogliono tu sia, per  la paura di essere abbandonata o che pensino male di te è stato faticoso, la mia femminilità è stata maltrattata e schernita. I rapporti con gli uomini lì evito non sono mai riuscita ad amare nessuno. 

È stato devastante vivere come se stessi costantemente camminando sulle uova, ho subito una violenza psicologica doppia, quella di mio padre e quella di mia madre che cercava in me un appoggio. La violenza psicologica che distrugge l’anima

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