Intervista alla donna Felicia Kinglesy....Quello che avreste voluto sempre sapere









I volti segreti di Felicia Kinglesy

Volete scoprire l’altra faccia della scrittrice dalle mille sfumature (non solo rosa per favore) Felicia Kingsley? Colei che è sopravvissuta brillantemente al suo “Matrimonio di convenienza” e, con intrepida attesa (positiva), al suo attuale romanzo “Stronze di nasce”. Personalmente sì! Non sto più nella pelle. Sono inciampata non per caso, tra le righe di un suo libro e me ne sono innamorata.  
Felicia e’ un architetto. Per me è una costruttrice di vita a forma di arcobaleno. Quella che ti capita, mentre la vivi. Quella che non ti aspetti, mentre ti aspetti altro. E’ una designer dell’amore in tutte le sue sfaccettature.  Ecco perché ho scelto questa foto.
E adesso arriva il bello. Perché con Felicia, parleremo d’amore, passione, sessualità, e non delle solite domande retoriche riguardo ai suoi libri (anche perché non è questo il mio mestiere). Il mio desiderio che mi fa drizzare tutti i peli del corpo (oddio devo farmi la ceretta), è quello di divertirmi con lei, parlando e sparlando su varie tematiche, per capire (forse), l’aspetto più intimo di Felicia … Chissà se ce lo svelerà.   

Mi auguro di non metterla troppo in imbarazzo. Difatti la metterò non sempre, comodamente seduta su un divano, a tu per tu con La dottoressa del cuore, con domande talvolta provocatorie, sarcastiche, appassionanti e appassionate, ma presumo che a lei questa cosa piacerà. Lei non sa…. Ed è proprio per questo che la trovo incantevole. Perché si è resa disponibile, ad un intervista al “buio” con una perfetta sconosciuta, che le ha semplicemente chiesto: “Felicia, vorrei tanto intervistarti….” . Il resto della conversazione ve la risparmio, ma devo dire che questa donna è dotate di grande carattere, ironia oltre ad essere una grande professionista (carta canta) 
Vorrei iniziare questa chiacchierata con una sua bellissima citazione:
“La vita è troppo breve per prendersi troppo sul serio! Scrivo per divertirmi, scrivo per divertire, scrivo di amore, commedia, equivoci, per riderci su.”
Domanda: Felicia, il gioco degli equivoci cosa rappresenta per te nella vita di tutti i giorni? 
Gli equivoci possono essere involontari o cercati. Quando sono involontari spesso richiedono molta diplomazia tra le parti coinvolte per snebbiare i dubbi o le incomprensioni che portano, ma quando sono cercati, quando una persona cerca di “paraventarsi” dietro l’equivoco, per necessità o per gioco, mettono alla prova la capacità di guardare dentro se stessi. A volte l’equivoco tira fuori una parte che non sapevamo di avere, il lato oscuro, il nostro lato nascosto, o i desideri sopiti.
Domanda:  Ti viene spontaneo usarlo anche nelle tue relazioni?
Nelle relazioni amorose, più si è chiari e sinceri, meglio è. L’equivoco, alla lunga, può portare allo sgretolarsi di quella cosa fragilissima che è la fiducia. Caso diverso è nella seduzione, dove il gioco è obbligatorio e allora anche l’equivoco può avere il suo fascino. La seduzione è soprattutto illusione, promessa, stimolazione dell’immaginario e quindi perché no, anche l’equivoco contribuisce a trasformare la scintilla in incendio.
Domanda: Felicia, cos’è è per te la felicità? Sono attimi o ci può essere una felicità interiore…
Nei miei momenti di pessimismo, spesso mi dico “Vietato essere felici per più di cinque minuti”, ma ovviamente scherzo. Scoprire cos’è la felicità, che come tutto ciò che pertiene il mondo astratto ha un valore personale e soggettivo, credo sia la missione di ognuno di noi nella vita. Se sapessi cos’è la felicità vuol dire che il mio viaggio è già finito, e a trent’anni credo di non poter avere questa presunzione. Preferisco immaginare che ogni passo in avanti verso la nostra felicità personale sia come raccogliere una briciola dopo l’altra per Pollicino. Più che felicità interiore, preferisco pensare a una serenità interiore, una sensazione di benessere dell’anima ed essere in pace con il proprio equilibrio. Ma questa è una versione totalmente mia.
Domanda: In amore, secondo te,  quali sono gli ingredienti  fondamentali per far durare una relazione?
Potrei parlare per ore di cosa voglio o non voglio, cosa mi serve o non mi serve in una relazione, ma provo a dirne tre, per me imprescindibili: complicità; comunicazione e proteggersi a vicenda. E ovviamente sapersi prendere in giro.
Domanda: Nelle tue storie d’amore, quale aspetto prevale di te?
Un tratto comune è la mia tendenza a cercare di evitare i conflitti. Se posso cerco in ogni modo di tenere la relazione su un piano stabile, equilibrato, di parare i colpi. Sono una persona che cerca di razionalizzare, trovare compromessi e punti d’incontro, questo perché in una relazione si è in due e bisogna lasciare lo spazio anche all’altro. Tuttavia ci sono state eccezioni che mi hanno costretto a decidere per entrambi ma questo perché sentivo che veniva compromessa la mia serenità interiore, e in quel caso, non ce n’è per nessuno: apro il libro e chiudo la porta.
Domanda: Qual e’ secondo te il tuo aspetto più seducente? E in generale una donna, cosa dovrebbe avere per sedurre e “tenersi un uomo davvero” e non per convenienza?
Saper fare la sfoglia. Scherzo, anche se il caro vecchio “prendere un uomo per la gola” un fondo di verità ce l’ha, nel 2018 è sexy anche aspettare in slip e reggiseno sdraiate sul divano lui che rientra con la cena take away: a quel punto l’unico dettaglio è se mangiare prima o dopo. Sono una persona che cerca di coltivare sempre il proprio lato ironico, e se devo sedurre un uomo faccio come Jerry Calà, punto sulla simpatia. Mi piacciono le conversazioni vivaci, brillanti, gli scambi di battute veloci e pungenti che sanno un po’ di sfida e agli uomini si sa, le sfide piacciono. La domanda su come tenersi un uomo è difficile perché non c’è una ricetta… Dipende dall’uomo credo, ma di base credo di non sbagliare se dico che bisogna evitare di scaricargli addosso nevrosi e isterie (“Ma come, non sai che oggi è il nostro settimaniversiario? Stiamo insieme da ben 42 settimane!”), martellarlo con le ossessioni del momento (“Ci serve una casa più grande”) o pretendere che sia in grado di fare due o più cose alla volta (gli uomini non sono multitasking). E niente sabato pomeriggio all’Ikea. A andare in pizzeria a San Valentino per mangiare la pizza a forma di cuore.
Domanda:  Quanto e’ importante per te la componente sessuale, mentale e sentimentale (per ogni componente, dai un valore da 1 a 10)
Componente sessuale: 7/8. Sono una persona molto sanguigna, infiammabile, ho un rapporto molto positivo con la sessualità, non la vivo come un taboo e amo me stessa e il mio corpo. Cosa fondamentale perché lo ami anche qualcun altro.
Componente mentale: 10. La lunghezza d’onda deve essere la stessa. Da lì parte tutto.
Componente sentimentale: 6 e mezzo. Perché così poco? Perché a volte il sentimento non basta. A livello personale ho provato sentimenti molto forti e travolgenti che si sono esauriti in fretta, spazzati via dal resto, schiacciati da carichi più gravosi. 
Domanda: Secondo te Stronze lo si puo’ diventare?
Il mio romanzo gira introno a questo dilemma: stronze si nasce o si diventa? La stronza naturale ha un fascino innato che plagia le persone che la circondano al punto che scusano ogni suo comportamento. Diventare stronzi invece significa cambiare la propria natura e ciò viene percepito da ci è intorno a noi e spesso è un comportamento che fa più danni che altro, ferendo in primis chi amiamo di più.

Domanda: che donna sei in amore? Stronza, sana egoista, o sentimentale della serie “principe portami via, o salvami”
Non sono una principessa da salvare, sono la Eva Kant di Diabolik. Fedele ma indipendente; innamorata ma non sdolcinata; complice ma non succube. Però un po’ di sano egoismo c’è perché per fare stare bene la coppia, io devo stare bene.
Domanda:  Trovi seducente l’ironia in una donna? Solitamente e’ una prerogativa maschile
Per esperienza direi che l’ironia è una carta vincente, quindi sì, lo è. Gli uomini sono tutti un po’ bambini e come ai bambini piace giocare, quindi… GIOCHIAMO!
Domanda:  Da che tipo di uomo sei attratta? Se hai un modello che si ripete ovviamente, per caratteristiche fisiche e caratteriali.
Questa domanda m‘inchioda perché a dire la verità non ho un modello di uomo. Se guardo al mio passato, gli uomini della mia vita sono un campione piuttosto eterogeneo del mondo maschile, sia caratterialmente che fisicamente. L’unico tratto in comune alle mie storie più significative è che il lui in questione doveva saper farmi ridere. E tutt’ora è un requisito necessario. Cedo il mio trono solo se riesci a strapparmi un sorriso. 
Domanda:  Secondo te in amore vale il principio: Troppo e’ ancora poco? Le donne oggi hanno ancora una gran fame d’amore, e investono tutto nell’amore al contrario degli uomini.
Tutte le donne che conosco credono al 200% in quello che fanno anche se il resto del mondo dice loro di tirare i remi in barca. Non conosco donne che non rischiano. Solo che in questo modo, denudandosi emotivamente, si rendono vulnerabili e il manico del coltello ce l’ha la controparte maschile che invece è ancora “vestita”, protetta. Credo che a un certo punto sarebbe interessante vedere un’inversione dei ruoli.
Domanda: Sei mai stata una crocerossina in amore?
Purtroppo sì  ed è stato un fallimento totale. Non funziona mai, cercare di cambiare un uomo, cercare di salvarlo è un’impresa senza successo. Per quanto, credo sia una tappa fondamentale nella crescita di ogni donna tentare il salvataggio di un uomo, fallire, imparare e crescere. Nel mio caso ho voluto buttarmi nell’impresa con il soggetto più difficile a disposizione e ci è voluto poco, creo quattro mesi, se non ricordo male, perché alzassi le mani in segno di resa. Non posso raccontare cosa ho cercato di “aggiustare”, perché non voglio appesantire la nostra chiacchierata, ma ora so, guardandomi indietro, che quello della salvatrice non era il mio ruolo e non l sarebbe stato per nessun altro.
Domanda: Hai mai avuto rapporti malsani in amore (o malati, come la dipendenza affettiva), anche da parte dell’uomo
 Soprattutto da parte dell’uomo. Si è trattato solo di un caso ma mi è bastato per capire che non voglio mai più una relazione del genere. La gelosia a prescindere diventa limitante alla libertà specie se sconfina nel possesso. Per un po’ ho lasciato correre, poi ho iniziato a somatizzare perdendo la mia serenità e dopo un anno da “osservata speciale” ho detto basta.
Domanda:  Gli opposti si attraggono ma i simili si amano. Cosa ne pensi?
Che nel mio caso può essere vero. Il mio compagno è la mia versione maschile, se posso dire, e non per questione di gusti, ma come modo di pensare, di agire, elaborare le proprie idee… Gli opposti si attraggono, ma è proprio mera attrazione, poi le discordanze finiscono irrimediabilmente per creare contrasti ed entrare in conflitto. E io odio il conflitto.
Domanda:  In amore si puo’ dire “vince chi fugge” … Nel senso, che se secondo te è importante che la donna utilizzi qualche tattica strategica in amore, senza snaturarsi ovviamente.
All’inizio, è tutta una questione di strategia. Oggi, nel 2018, te lo potrei tradurre in “In amore vince CHI VISUALIZZA E NON RISPONDE”, perchè l’essere lasciati lì, appesi, in attesa, crea quell’aspettativa che brucia sottopelle e costringe ogni tuo neurone a pensare all’altra persona. Senza snaturarsi, ovvio, ma tutto è lecito, specie quando la caccia è aperta. E all’uomo piace cacciare.
Domanda: Felicia, ti piace l’immagine che ho scelto? Rappresenta per me i tanti volti che hai, come ognuno di noi. Ogni volto e’ aspetto che ci caratterizza. Sei una donna che ne ha molti?
Certo che mi piace! Ho tantissimi volti e tantissime sfaccettature e ogni giorno una parte è più preponderante sulle altre. 
Domanda: l’uomo di oggi, in amore va educato all’amore e al rispetto o va semplicemente amato?
Và educato. Di ieri, di oggi o di domani, l’uomo è un po’ allo stato brado e un po’ di educazione all’amore e al rispetto male non gli fa. 
Domanda: Secondo te Adamo ed Eva oggi stanno avendo le stesse problematiche d’amore, oppure la donna soffre sempre di più?
La donna soffre ma credo che oggi abbia il potere di decidere quando smettere di soffrire.
Domanda: Felicia, trovi la tua scrittura una forma terapeutica per mettere nero su bianco, quello che non puoi esprimere o che vorresti esprimere in altro modo?
 Assolutamente sì, la scrittura la reputo la mia personale terapia, mi aiuta a guardarmi dentro e a farmi domande. 
Domanda: Felicia, un uomo come va sedotto secondo te? Puoi anche dirmi come fai te… O magari sono sempre gli uomini che seducono te…..
Come abbiamo detto prima, con l’ironia. È nella mente che si forma il desiderio, e l’ironia credo tocchi le corde giuste. Non ho un “piano di battaglia” standard, di solito lascio che sia la spontaneità a fare la magia. D’altra parte, se non si è spontanei, ci sono davvero poche chance che la cosa veda l’alba del giorno dopo.
Domanda:  La cosa più folle e strana che tu hai fatto per un uomo e viceversa
A costo di sembrare gelida, non credo di aver mai fatto niente di folle. Ebbene sì, in me ammetto che domina la razionalità.
Domanda: Felicia, quali sono gli errori più comuni delle donne in amore?
Vuoi un parere spietato e senza filtri? Rompere le palle. Ne conosco alcune che fanno sempre gli stessi errori e si lamentano che poi le loro storie naufragano e all’osservazione  “Non ti accorgi quando superi il limite”, negano spudoratamente. Non si può averla vita sempre, in una relazione. La maggior parete delle questioni si risolve se ci si viene in contro a vicenda, ma ho conosciuto alcune donne che non mollavano su niente, neanche sulle ca----e e a un certo punto l’uomo faceva le valige.
Domanda: Felicia, ti piacerebbe scrivere un libro insieme a me? Se si di getto, che titolo ti viene in mente.
Scrivere un romanzo a quatto mani è un’idea che mi stuzzica, ma credo che la mia partner si stancherebbe presto di me, perché per quanto riguarda la scrittura io sono molto monarchica e pretendo il controllo su tutto, sono molto gelosa della mia visione. Come dicevamo prima, scrivere è la mia terapia, e credo che sarei disposta a lasciare poco spazio a qualcun altro. Per quanto mi riguarda, i titoli non sono etichette che si appiccicano, ma sono parte del romanzo, hanno un legame stretto con il contenuto e così senza base mi viene un po’ difficile. Immaginando di trovare un terreno comune tra me (romanzi rosa) e te (psicologia della coppia e dei rapporti), mi verrebbe da dire “Amore, (D)istruzioni per l’uso”, un’antologia di brevi racconti semiseri esemplificativi di storie d’amore.
Domanda: Come mai hai accettato di fare questa intervista al “buio” con me?  Se vuoi puoi’ farmi una domanda te se vuoi, sotto forma di risposta 😊
Perché ti stimo molto sia come autrice che come professionista e mi piaceva l’idea di rispondere a domande che non fossero strettamente legate alla scrittura e all’editoria. Io, d’altro canto e onore a parte, sono curiosa di sapere perché hai scelto me per questa intervista.
Domanda: Felicia e Ladottoressadelcuore:  è finito un amore prima che iniziasse o posso nutrire qualche speranza?
Io direi che abbiamo un’ottima base!
Felicia, grazie per la tua disponibilità e mi auguro di averti messo amorevolmente e non solo, a tuo agio, ma con un pizzico di peperoncino che ti abbia fatto “irritare il pensiero” 😉 . Lo sai vero  che avrei continuato ad oltranza ….Chissà, magari, dopo “Stronze si nasce”,  avremo altro di cui sparlare…
Grazie a te per avermi coinvolta, divertita e anche messa alla prova! Non vedo l’ora per un seconda chiacchierata.
Con stima e affetto
Gaia, alias Ladottressadeladelcuore

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