In amore vince chi fugge o chi resta?




Perdere vs vincere, come se ci fossero solo due opzioni, come se l’amore fosse una partita dove la competizione e il risultato, prevalgono sul sentimento. Nel complicato universo dell’amore la regola principale è quella che non ci sono regole (salvo eccezioni). Si può parlare di piccoli accorgimenti o strategie di cautela e buon senso che non vedono né vinti né vincitori, ma solo due persone che “si amano” e che amano, perché si sono scelti e si scelgono ogni giorno.

«Non so se in amore vince chi fugge, ma di sicuro chi perde rimane dov’è: immobile»
Massimo Gramellini


In amore si perde davvero, e che cosa? L’amore verso se stessi o l’amato? Tutti e due perché sono aspetti strettamente collegati. L’amore sano non può vivere e risplendere di luce propria se non in una persona che crede nel proprio valore. L’amore può, invece, sopravvivere, ma in modo malsano e viziato, in una persona che ha perso di vista il legame più importante: quello con se stessa.
E’ necessario poi, soffermarsi sulla questione di cosa vogliamo dire quando si dice vincere. Davvero si può vincere qualcosa o qualcuno in una storia d'amore? Bisognerebbe prendere in considerazione il significato che ognuno attribuisce alla parola stessa. Per vittoria in amore si intende, non quello di mantenere una relazione a tutti i costi o di sedurre e acchiappare l’uomo “bello e impossibile”, ma di portare fino in fondo la sfida più difficile: quella della costruzione di un grande amore con la propria vita, portandole sempre rispetto e dignità.
Riflettiamo dunque, su queste due modalità di approccio, perché l'amore non si cerca e non si merita, non fugge e non resta. L'amore semplicemente è, ed accade, nel momento in cui due sono entrambi presenti nel momento presente.

Vediamo assieme le dinamiche di chi fugge e di chi resta, tenendo sempre presente che si può vincere o perdere solo su se stessi; la relazione è una conseguenza.

Fuggire alimenta il desiderio. In amore chi si rende poco disponibile o sfuggente, può vincere per un motivo molto semplice: quanto più si alimenta il desiderio senza appagarlo tanto più l’oggetto dello stesso desterà interesse fino a che non sarà soddisfatto. Se basiamo la nostra vita sul desiderio e non sui nostri principi, saremo destinati ad essere infelici perché passeremo il tempo a rincorrere sempre qualcosa o qualcuno che prima o poi non ci interesserà più. Se invece, basiamo le nostre scelte sui nostri valori troveremo la persona che resta e noi non fuggiremo, perché avremo fatto una scelta consapevole.

Restare per cercare conferme. Ci sono donne che aspettano e rimangono legate a uomini che fanno il tira e molla. L’attrazione talvolta ossessiva, verso coloro che fuggono e che probabilmente hanno spesso, paura di legarsi nasconde e rivela una personalità fragile, con scarsa autostima, che vuole a tutti i costi riuscire a far innamorare colui che fugge per un motivo ben preciso: vuole avere la riprova che può essere amato e amabile, perché da sola non riesce a costruirsi un’identità degna di valore. L’altro è la conferma del nostro stare al mondo. Lo si cerca non per amore, ma per colmare un vuoto affettivo troppo grande.

Confondere l’effetto con la causa. In realtà, la fuga non c'entra nulla. Le dinamiche che stanno sotto, sono dettate dalla maggiore o minore attrazione reciproca (a priori del darsi o negarsi) tra i vari protagonisti. Il "darsi" o "negarsi" può avere un peso solo in relazione ad un interesse già presente (o meno): se l'interesse c'è, il non essere troppo accessibili può aumentarlo, ma se l'interesse manca, non si resuscita un "cadavere". Chi crede che In amore vince chi fugge, confonde l'effetto con la causa. La causa vera è l'interesse/attrattiva (a priori), mentre l'elemento "fuga" può essere solo un effetto a posteriori.

Rinunciare fa soffrire. Quando temiamo di perdere qualcosa il suo valore sembra aumentare. Queste dinamiche, applicati alle relazioni, fanno sì che le persone meno disponibili tendono a suscitarci più interesse. Questo può farci pensare che se ci mostriamo più distanti o freddi verso qualcuno che ci piace, le nostre quotazioni aumenteranno. Ricordiamoci che questo dipende dalle esperienze di una persona e dalle sue inclinazioni: se è stata ferita da persone fredde, fare il freddo avrà un effetto negativo verso di noi; se è una persona impaziente o insicura, mostrare disinteresse potrebbe indurla a dirigersi altrove.

Restare diventa un alibi. Chi resta in amore lo fa spesso, per confermare a sé stesso che nessuno lo ama; che non è degno di amore pertanto sarà difficile costruire un rapporto sentimentale. Chi aspetta una storia che sa già in partenza che non avrà futuro, lo fa (in modo inconsapevole), per paura di legarsi perché sarebbe un’esperienza potenzialmente dolorosa. La paura dei legami può derivare molte volte dal pensiero appreso che non si è degni di essere felici e quindi, non meritare l’amore oppure per rifuggire da un’esperienza dolorosa.


Chi insegue non vince mai. Che tu sia leone o gazzella, la mattina, quando il sole sorge, alzati e corri. Perché lui, che sia leone o gazzella, si accorgerà di te solo se ti vede passare al suo fianco e superarlo. Agli uomini, come alle donne, piace la donna indipendente “psicologicamente”, perché questo presuppone una libertà nella scelta nello stare da soli o nello stare in coppia. Chi insegue viene percepito come bisognoso e quindi, non attraente. Le tattiche di fuga sono funzionali, ma nelle fasi iniziali dell’attrazione. Dopodiché ciò che seduce davvero è la bellezza dell’autonomia di una persona.

Fuggire per scappare da sé. Una modalità di esserci con l’altro che rimanda a quel concetto immaturo di partner tipico degli uomini (e delle donne), che vivono la propria controparte sessuale in maniera del tutto accessoria, contingente, a distanza, in altre parole, in maniera ancora troppo embrionale, primitiva, adolescenziale. E’ un fuggire da se stessi, perché nel rapporto a due, in ultima analisi, è quel me stesso che rischio di incontrare nell’altro o grazie all’altro. Non tutti sono disposti a mettersi in discussione. Ci vuole un certo coraggio in ogni relazione amorosa.


Fuggire per difendersi. Se ci pensiamo bene innamorarsi è uno degli eventi di vita che ci mette in una situazione d’impotenza e, per utilizzare un termine di Cesare Pavese, nudità: affidiamo all’altro pezzi della nostra vita, mettiamo in scena le nostre paure e i nostri difetti, ci spogliamo di ogni nostra maschera per affacciarci all’altro per quello che siamo realmente. Per difesa, spesso, si scelgono storie impossibili, nelle quali si ha la certezza (o quasi) che l’altro non si innamorerà mai di noi, e se questo dovesse accadere, si va alla ricerca di difetti inesistenti che giustificano la decisione di mettere fine al rapporto.

Nessun commento:

Posta un commento

ladottoressadelcuore